Digitale terrestre Rimini: nuovi oscuramenti tv dalle interferenze con le Marche

Rimini – Per i telespettatori della provincia di Rimini l’avvento del digitale terrestre è divenuto un vero e proprio incubo. Non bastavano infatti gli annosi problemi di diffusione del segnale tv iniziati dal fatidico switch-off del dicembre 2010, ora ci si mettono pure le interferenze con le nuove trasmissioni digitali provenienti dalla provincia di Pesaro nelle Marche che oggi terminerà il suo passaggio alla nuova televisione.

Sono infatti compaerse in provincia di Rimini nuove zone d’ombra televisive, da Viserba a Miramare, che logicamente fanno imbestialire l’utenza. I canali Mediaset, compresi i pacchetti a pagamento, non compaiono da giorni sulle tv di decine di residenti. E tra la popolazione, già frustrata da mille disservizi tv, si scatena la rivolta. Gli antennisti attribuiscono tutte le colpe allo switch-off delle Marche. Con l’accensione del ripetitore di Monte San Paolo a Mercatino Conca, dicono, le frequenze marchigiane si vanno a scontrare con quelle dei ripetitori di Montescudo e del Monte Pincio in Valmarecchia.

Negli ultimi 10 giorni i tecnici segnalano decine e decine di chiamate di assistenza, da Covignano a Rimini Nord, e assicurano che la situazione, che già prima non era rosea, è nettamente peggiorata. Vibranti le proteste degli abbonati Mediaset Premium, che pagano il servizio di pay-tv ma non vedono un bel niente. Gli antennisti confessano che per ora non vi sono soluzioni tecniche da approntare sugli impianti: il segnale c’è ma è di bassa qualità, generate proprio dalle interferenze, e bisogna solo attendere l’assenstamento del frequenze.

Dalla Provincia, arriva la rassegnazione dell’assessore alle telecomunicazioni Mario Galasso: «Siamo completamente impotenti. Le competenze sono tutte ministeriali e nessuno ci ha ancora risposto. Abbiamo tentato di procedere per vie legali, ma glia vvocati ci hanno detto che non potremo ottenere risarcimenti per i cittadini». Da Cna, il reponsabile provinciale impianti, Emiliano Bugli, lancia un appello: «Le pay-tv devono agire in modo sensato: ed aprire un ufficio apposito per conoscere da vicino ogni caso, evitando di far pagare agli abbonati un servizio che non può essere usufruito».

Fonte : ilrestodelcarlino.it

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