Switch-off Marche: come smaltire i vecchi televisori a tubo catodico?

Nonostante le polemiche e le opposizioni, il passaggio al digitale terrestre per la regione Marche è ormai prossimo. E’ infatti previsto per il mese di dicembre, più precisamente dal 5 al 21 dicembre. Insomma, sarà una sorta di regalo di Natale! Come ormai tutti sanno con lo switch-off non sarà più possibile vedere i programmi con il vecchio sistema analogico, ma soltanto installando un decoder o un apparecchio televisivo con sintonizzatore digitale integrato.

Ma il passaggio, a livello nazionale, dalla vecchia tecnologia alla nuova comporta un problema: l’aumento ed il conseguente smaltimento dei rifiuti RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Esiste un protocollo da seguire per liberarsi dei vecchi televisori a tubo catodico, le possibili soluzioni sono due: portare gli apparecchi nelle cosiddette ‘isole ecologiche’ oppure usufruire della formula dell”uno contro uno“, cioè ridare indietro, al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica, quella non più funzionante. I rifiuti RAEE sono tossici per il nostro ambiente e non possono essere gettati nella spazzatura comune.

Per evitare ciò occorre che il buon senso dei cittadini sia ‘controllato’ dalle amministrazioni locali, impegnate a garantire la corretta gestione del ciclo dei rifiuti. “La Provincia – spiega l’assessore all’Ambiente della Provincia di Ancona, Marcello Mariani – è a disposizione di tutte le amministrazioni per sostenere la raccolta dei RAEE. È un banco di prova molto importante perché ci consentirà di testare il funzionamento della filiera dei rifiuti su un ramo ancora poco conosciuto da parte di molti cittadini. È dunque necessario fare opera di sensibilizzazione e soprattutto diffondere tra la popolazione le opportunità su come disfarsi correttamente dei vecchi televisori e di tutti gli altri elettrodomestici, come quella di poterli ridare indietro direttamente nel negozio dove si acquista il nuovo o consegnarli ai Centri ambiente comunali”.

(Chiara Giulidori –  guidamarche.it)

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