Netflix investe 200 mln per le produzioni originali Made in Italy

Netflix

Netflix ha deciso di investire ben 200 milioni di euro in tre anni sulle produzioni creative originali in Italia.

Netflix, il colosso americano della tv on line e streaming, in questo modo molti­plicherà i contenuti Made in Italy destinati anche al resto del mondo grazie alla propria piattaforma.

Dopo il successo di produzioni come Suburra La Serie (serie originale realizzata insieme con Cattleya e Rai Fiction), Baby e il pluripremiato Sulla mia pelle, il film di Alessio Cremonini sulla vicenda di Stefano Cucchi interpretato da Alessandro Borghi, Netflix prosegue la sua linea local di produzioni originali anche in Italia.

«La comunità creativa italiana è molto ammirata in tutto il mondo per la qualità delle sue storie e per le sue capacità produttive», ha commentato Kelly Luegenbiehl, vice president of International Originals per Europa, Medio Oriente ed Africa. «È stato emozionante vedere show italiani e realizzati in Italia come Suburra – La Serie e Baby e film come Sulla mia pelle, raggiungere una platea globa­le. Questo investimento ci consentirà di realizzare un numero maggiore di produzioni qui in Italia, che ci augu­riamo il pubblico globale apprezzerà, e ci consentirà anche di supportare in modo più ampio la comunità creativa italiana».

Oltre alle produzioni, infat­ti, dovrebbero esserci altre iniziative che saranno dettagliate in seguito dal momento che Netflix è già in contat­to con le associazioni del settore. Lo scorso anno qua­si 50 mila persone, contando cast e altro personale, hanno lavorato su produzioni originali e co-produzioni Netflix in Europa, e di queste circa 9mila in Italia.

Per quest’anno sono stati annunciati, o sono già in lavorazione, numerosi progetti: Luna nera (Fandango), Curon (Indiana Productions), l’adattamento dal libro di Federico Moccia Tre metri sopra il cielo (Cattleya), l’acquisizione dei diritti audiovisivi del libro Fedeltà di Marco Missiroli. E ancora, tre stand up comedy con Edoardo Ferrario, Francesco De Carlo e Saverio Raimondo (Dazzle and Aguilar), l’adattamento di Winx Club in una serie live action, il film Lo spietato (Bibi Film), disponibile sulla piattaforma da venerdì 19.

Questi progetti si aggiungono a una line up di contenuti italiani che già comprende, fra gli altri, Baby (Fabula) di cui è in produzione la seconda stagione, Suburra – La Serie (Cattleya) di cui è stata annunciata la terza stagione, Rimetti a noi i nostri debiti (La Luna e Leone Film), Natale a 5 stelle (Lucky Red e International Video 80), la stand up comedy Grillo vs Grillo e la docuserie FirstClub: Juventus (IMG).

Per Francesco Rutelli, presidente dell’Anica, «investimenti duraturi e in partnership con produttori origi­nari italiani, sia per film che serie tv, porteranno effetti positivi nel nostro paese», mentre Giancarlo Leone, presidente dell’Apa (Asso­ciazione produttori audiovisivi), ha parlato di un annuncio «di gran­de importanza per l’intero settore dell’audiovisivo italiano». «Siamo certi – ha aggiunto – che i rafforzati rapporti tra i produttori indipendenti nazionali e Netflix con­tribuiranno ad una presenza sempre più significativa del servizio in Italia e ad una vetrina di successo interna­zionale per le produzioni italiane nel mondo, oltre che ad una ulteriore crescita dell’intera filiera creativa nel mercato globale».

La notizia dell’investimento arriva poche ore prima del rilascio dei dati dei primo trimestre, che dovrebbero vedere gli abbonati a livello globale arrivare a quota 150 milioni in oltre 190 paesi. Le stime della società parlavano di ulteriori 9 milioni di abbonati paganti attesi nei tre mesi, oltre a 8 milioni nel pri­mo mese di test gratuito. La maggior parte dei nuovi abbonati, l’80% cir­ca, arriva dai mercati internazionali dove Netflix sta appunto investendo parecchio in termini di contenuti. Fra le ultime serie, per esempio, ci sono produzioni turche, polacche e del ba­cino mediorientale, per non parlare dell’hub produttivo aperto in Spagna. L’investimento in contenuti originali europei è stato di 1 miliardo di dolla­ri lo scorso anno.

Fonte: ItaliaOggi – La Repubblica – La Stampa

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