Diritti TV Serie A, Sky Italia ricorre contro i vincoli sul web

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Sky impugna il divieto imposto dal Consiglio di stato di avere le esclusive delle partite della Serie A in diretta streaming sul web. Intanto, nella diatriba odierna con la Lega Calcio, con la pay-tv morosa dell’ultima rata dei diritti, si rischia (ma è poco probabile) l’oscuramento delle partite.

Sky Italia prova a riaprire la partita sui diritti per il web, impugnando il divieto di tra­smettere esclusive imposto dall’Antitrust e confermato lo scorso 4 giugno dal Consiglio di Stato. Nei giorni scorsi i le­gali del broadcaster hanno presentato un ricorso per re­vocazione, con domanda cau­telare, contro la sentenza che ha inibito Sky dal trasmettere su Internet eventi in esclusiva fino al 2022.

Il dispositivo del Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tar del Lazio, che a marzo di quest’anno aveva liberato Sky dai vincoli imposti dall’Antitrust al mo­mento dell’acquisto di Media­set Premium, tra cui le limitazioni sul web. Secondo i legali di Sky che hanno presentato il ricorso – seguendo una procedura non frequente, ammessa quando si ravvisino evidenti e provati motivi – la sentenza del Con­siglio di Stato si basa su fatti dati per acquisiti, ma che in realtà non lo sarebbero, se­guendo un modello concettuale giuridico sbagliato. Per questo hanno ritenuto che la posizione assunta dai supre­mi giudici amministrativi possa indurre a una ridefinizione della sentenza.

Sarà lo stesso Consiglio di Stato a do­verlo stabilire, ovviamente in una composizione diversa da quella che ha giudicato il ri­corso precedente. La decisione ha un impatto diretto sulle strategie della so­cietà guidata da Maximo lbarra, che con il ricorso punta a riprendere spazio di mano­vra, soprattutto in vista della prossima asta per i diritti del­la Serie A.

Tanto più ora che Sky è sbarcata sul mercato broadband, dove la possibilità di offrire contenuti pre­mium, come le partite di Se­rie A in esclusiva può fare la differenza. Al momento Skv si troverebbe nell’impossibiiità di replicare lo schema attuale, che la vede insieme con DAZN spartirsi dieci match a setti­mana in esclusiva. Ma potreb­be essere un ostacolo anche per la stessa Lega, che rischia di dover rinunciare al pre­mio implicito nella vendita di esclusive.

Lo scenario, tuttavia, è an­cora da definire e sull’asse­gnazione dei diritti della Serie A per il triennio 2021-2024 aleggiano molte incognite, tra fondi di investimento pronti ad affiancare la Lega, le (soli­te) sirene del canale di Media­pro e gli over the top come Amazon, che dopo aver com­prato i diritti per lo streaming della Champions in Germania e di alcuni match della Pre­mier potrebbe puntare alla Serie A. Si tratta dunque di una partita importante, da cui Sky non intende stare fuori, e che in prospettiva, conside­rando i tassi di crescita dei consumi di contenuti via web, può diventare strategica per la leadership sulle nuove piatta­forme di distribuzione.

Intanto c’è da sbrogliare un problema più urgente fra Lega Calcio Serie A e Sky, che pare possa portare a una battaglia legale. Sky non ha pagato l’ultima rata dei diritti tv dell’odierno campionato e si rischia l’oscuramento sulla piattaforma della pay-tv delle partite degli ultimi sei turni di campionato.

Lunedì si riunisce l’assemblea dei presidenti di Serie A, convocata ieri sera da Paolo Dal Pino (foto), che dovrà esprimere sull’opportunità di oscurare il segnale alla tv satellitare, inadempiente per l’ultima rata dell’attuale stagione. Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso della Lega di A ma all’ingiunzione di pagamento concessa non ha associato l’immediata esecutività. Perciò i presidenti, divisi fra falchi e colombe, lunedì dovranno votare se inasprire il conflitto con Sky: per oscurare la tv occorrono 14 voti, difficile che il partito degli oltranzisti trascinati da Napoli e Lazio riesca a imporsi. Nell’ultima riunione Aurelio De Laurentiis tuonò: «Non mi interessa cosa fate voi, io dal 13 stacco il segnale a Sky se non paga». Vediamo se troverà proseliti.

Fonte: corriere.it

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