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DAZN: “Streaming molto migliorato. Molti utenti non si accorgono della propria connessione debole”

Veronica Diquattro, ad di DAZN, intervistata da La Stampa, dichiara che il servizio in streaming è molto migliorato rispetto alla fase inziale. «É un cambiamento tecnologico epocale che può avere all’inizio delle difficoltà». E dal 20 novembre arrivano i match in Full HD.

Secondo i dati registrati da Nielsen, Inter-Juve della nona giornata di Serie A ha fatto 2,34 milioni di spettatori. Circa 500mila di questi utenti, secondo quanto descritto dall’ad per l’Italia di DAZN, Veronica Diquattro, hanno visto il big match dalla app per smartphone e tablet. Una vera e propria rivoluzione per l’Italia nel consumo di sport in TV (cioè in streaming), che è però partita con tanti problemi e moltissime proteste.

«Siamo ai primi passi di un cambio radicale, la svolta verso la digitalizzazione inevitabilmente all’inizio dà qualche problema. Ma i risultati sono incoraggianti da ogni punto di vista: audience, abbonamenti, investitori, miglioramento tecnologico» dice la manager ex Google e Spotify.

Secondo l’ad di DAZN la situazione di blocchi e rotelline varie dello streaming della partite di Serie A «è oggi è molto migliorata. Non ci siamo mai nascosti: sapevamo che all’inizio ci sarebbe stato bisogno di un assestamento, fisiologico quando si propone un cambiamento tecnologico radicale. Tra l’altro senza guidarlo del tutto, perché ovviamente per uno streaming adeguato c’è bisogno anche dei servizi di altri stakeholder. E della collaborazione degli utenti: anche quando hanno buone competenze tecnologiche, capita che non si accorgano che il problema magari è che hanno una connessione troppo debole, nonostante la banda larga sia disponibile. Ecco perché spesso serve un’assistenza capillare. Ma, ripeto, la situazione è molto migliorata e siamo soddisfatti».

Gabriele De Stefani de La Stampa ricorda all’intervistata che l’Agcom ha sottolineato con un provvedimento che DAZN deve impegnarsi a fornire un servizio adeguato come un’assistenza corretta. «Anche quando debuttò il satellitare sembrava non funzionare nulla, montare un’antenna era vissuto una cosa complicata e bastava un temporale perché sparisse il segnale. – dice Diquattro – Il nostro sforzo è massimo e capiamo le difficoltà, soprattutto di certe fasce della popolazione, e in generale la diffidenza quando si scardina un sistema. Ma siamo sulla traiettoria giusta, ce lo confermano i 6 milioni di audience media nei match day. Dispiace che i miglioramenti non vengano sempre percepiti nel modo giusto e che magari ci si dimentichi dei vantaggi acquisiti con il nostro servizio».

Diquattro descrive i vantaggi: «Innanzi tutto poter vedere le partite ovunque ci si trovi, dal telefono e con più device contemporaneamente: una modalità di consumo in linea con le abitudini dei più giovani e del mondo di oggi. E poi la grande spinta alla digitalizzazione del Paese, il calcio in questo senso si sta rivelando un traino eccezionale. Ma non si può fare tutto questo dal giorno alla notte. Servono tempo e investimenti, che noi stiamo mettendo a disposizione del Paese, non solo dei nostri clienti». 

«Abbiamo distribuito sul territorio italiano circa 42 DAZN Edge, le cache che gestiscono il traffico di DAZN , per un investimento di 3 milioni a stagione. Poi c’è il lavoro sulle cinque global Cdn, quello con le telco e con il nostro partner TIM per l’implementazione del multicast. Sono 10 milioni investiti nelle infrastrutture, un patrimonio per il Paese e non solo per noi. Dal 20 novembre poi avremo il Full HD, con particolare attenzione per le smart TV, i grandi schermi dove c’è più bisogno di alzare la qualità».

L’ad per l’Italia e Chief revenue officer per l’Europa di DAZN non rivela invece i dati sugli abbonati del servizio, che la Lega Serie A ha recentemente quotato a 1,935 mln, e i numeri contestati dell’audience. «Sugli abbonati non diffondiamo dati, né intendo commentare eventuali dinamiche interne ad altre società. Con TIM la collaborazione è ottima. Per noi i numeri sono migliori delle attese: picchi di oltre due milioni di utenti e 99 investitori pubblicitari sul prodotto calcio, in aumento del 20% rispetto all’ultima stagione pre-Covid. Il 75% di queste aziende ha già programmato investimenti per tutto il girone di andata».

Diquattro poi chiude l’intervista affermando che DAZN percepisce l’esigenza di scegliere contenuti, format e linguaggi più vicini alle nuove generazioni. «É quello che cerchiamo di fare in tutte le nostre produzioni: snelle, leggere, originali, lontane dai vecchi schemi. Questo è nel nostro Dna e nell’interesse di tutti, se si vuole coinvolgere un pubblico sempre più ampio e più giovane».

Fonte: La Stampa