
Il Regno Unito si prepara davvero a spegnere il digitale terrestre? La risposta breve è: non ancora, ma il tema è ormai entrato ufficialmente nell’agenda politica e industriale britannica.
Secondo le notizie circolate a maggio 2026, il governo britannico starebbe lavorando a un Green Paper, cioè un documento di consultazione, per definire il possibile percorso verso lo spegnimento progressivo della TV terrestre tradizionale e il passaggio alla televisione distribuita via internet. Non si parla quindi di uno spegnimento immediato, ma di una transizione che potrebbe arrivare nel prossimo decennio, probabilmente attorno al 2034-2035.
Ok, ma che cosa significa in pratica? Significa che in futuro i cittadini britannici potrebbero non vedere più i canali gratuiti tramite antenna terrestre, come avviene oggi con Freeview, ma attraverso una connessione broadband, una smart TV, un box streaming o una piattaforma gratuita via internet.
Il digitale terrestre britannico è già garantito fino al 2034
Per prima cosa bisogna chiarire un punto: il digitale terrestre nel Regno Unito non sarà spento domani.
La piattaforma DTT britannica, cioè il digitale terrestre conosciuto dal pubblico come Freeview, è garantita almeno fino al 2034. Nel 2021 il governo britannico ha esteso le licenze dei multiplex nazionali fino a quella data.
Il problema è cosa succederà dopo.
Secondo la House of Commons Library, Ofcom ha già indicato tre possibili strade per il futuro della TV terrestre: investire in una rete DTT più efficiente, ridurre il digitale terrestre a un servizio minimo con pochi canali essenziali, oppure avviare nel lungo periodo uno switch-off vero e proprio durante gli anni Trenta.
Quindi il 2034 non è ancora la data certa dello spegnimento, ma è il punto in cui scadono molte delle condizioni industriali e regolatorie che tengono in piedi l’attuale modello broadcast.
Perché il Regno Unito vuole spegnere il digitale terrestre?
Il motivo principale è semplice: sempre meno persone guardano la TV attraverso l’antenna.
Ofcom ha spiegato che il pubblico passa sempre più tempo su servizi internet, streaming e piattaforme on demand, mentre diminuisce l’uso della televisione lineare ricevuta via digitale terrestre. Questo rende più costoso mantenere una grande rete broadcast per un numero di utenti progressivamente più basso.
In pratica il Regno Unito si trova davanti a questo scenario:
- sempre più famiglie usano smart TV, app e streaming;
- i broadcaster devono mantenere sia la rete terrestre sia le piattaforme online;
- i costi della trasmissione tradizionale restano alti;
- gli utenti più giovani guardano meno TV lineare;
- la TV pubblica deve comunque restare accessibile a tutti.
È lo stesso problema che, con tempi e modalità diverse, riguarda anche altri Paesi europei. La TV gratuita deve restare universale, ma il modo in cui viene distribuita sta cambiando.
Che cos’è Freely, la nuova TV gratuita via internet
Il Regno Unito non vuole semplicemente spegnere Freeview e lasciare gli utenti senza alternativa. La vera scommessa si chiama Freely.
Freely è la piattaforma gratuita via broadband sviluppata da Everyone TV, società sostenuta dai principali broadcaster pubblici britannici: BBC, ITV, Channel 4 e Channel 5. Il servizio permette di vedere canali live e contenuti on demand attraverso la connessione internet, senza antenna e senza parabola.
In parole semplici, Freely vuole fare per la TV via internet quello che Freeview ha fatto per il digitale terrestre: offrire un accesso semplice, gratuito e ordinato ai principali canali televisivi.
La differenza è questa:
- Freeview usa l’antenna terrestre;
- Freely usa la connessione internet;
- Freeview funziona anche senza broadband;
- Freely richiede una rete internet stabile.
Ed è proprio qui che nasce il problema.
Il nodo vero: tutti hanno davvero internet per vedere la TV?
Il governo britannico sarebbe favorevole a una transizione verso la TV via internet solo a precise condizioni: banda larga superfast disponibile in tutto il Paese, costi sostenibili, interfacce TV semplici da usare e supporto concreto da parte di broadcaster e operatori internet.
Il rischio è lasciare indietro proprio chi oggi dipende di più dalla televisione terrestre gratuita:
- anziani;
- famiglie a basso reddito;
- persone con scarse competenze digitali;
- abitazioni senza connessione affidabile;
- utenti che non hanno smart TV o dispositivi streaming;
- persone che vivono in aree con copertura broadband insufficiente.
Secondo le stime citate da Advanced Television, entro il 2040 circa il 5% delle famiglie, pari a circa 1,5 milioni di persone, potrebbe ancora dipendere dalla TV terrestre tradizionale se questa fosse ancora disponibile. La stessa fonte segnala anche il problema economico: alcune famiglie non riescono a permettersi una connessione broadband di base.
Quindi non basta dire: “c’è la fibra”. Bisogna chiedersi anche: “tutti possono pagarla?”, “tutti sanno usarla?”, “tutti hanno un televisore o un box compatibile?”.
Sky dice: lo switch-off si può fare negli anni Trenta
Secondo una ricerca pubblicata da Sky nel gennaio 2026, il Regno Unito potrebbe passare completamente alla TV via internet negli anni Trenta, a patto di fissare un calendario chiaro e aiutare le famiglie più a rischio di esclusione digitale. La ricerca commissionata da Sky stima che, con interventi mirati, nel 2034 resterebbero da supportare circa 330.000 famiglie.
Sky sostiene quindi una linea piuttosto netta: spegnere gradualmente la vecchia infrastruttura broadcast e investire invece su inclusione digitale, connessioni, dispositivi e interfacce più semplici.
Per gli operatori TV e broadband, la TV via internet ha molti vantaggi:
- migliore qualità video;
- più canali HD e 4K;
- pubblicità personalizzata;
- funzioni interattive;
- pausa, restart e on demand;
- raccolta dati più precisa;
- minori costi di distribuzione broadcast nel lungo periodo.
Ma dal punto di vista dell’utente finale il tema resta più delicato. La TV via antenna ha un grande vantaggio: funziona anche senza login, senza password, senza app, senza abbonamento internet e senza aggiornamenti software.
Ofcom: attenzione, la transizione deve essere inclusiva
Ofcom non ha indicato una preferenza netta tra le varie opzioni. Ha però chiarito che qualsiasi scelta dovrà mettere al centro i bisogni del pubblico e che una transizione inclusiva richiederebbe almeno 8-10 anni di preparazione.
Questo significa che, anche se il Regno Unito decidesse davvero di spegnere il digitale terrestre, servirebbe un lungo periodo di accompagnamento.
In pratica bisognerebbe garantire:
- connessioni internet disponibili ovunque;
- offerte broadband accessibili;
- smart TV o box facili da usare;
- telecomandi e guide TV semplici;
- supporto agli anziani;
- assistenza per persone fragili;
- soluzioni di emergenza in caso di blackout internet;
- accesso gratuito ai principali canali di servizio pubblico.
La questione quindi non è solo tecnica. È anche sociale.

Matteo Bayre è un esperto di nuovi media e tv digitale, freelance Front Web Developer, SEO Specialist e Web Content Editor. Blogger per passione. Ha una laurea specialistica in Scienze della Comunicazione.

