
L’Osservatorio sulle Comunicazioni di AGCOM ha pubblicato i dati relativi al mercato televisivo italiano per il 2025, evidenziando una significativa inversione di tendenza negli ascolti in prime time. Per la prima volta, Mediaset ha superato la Rai nella fascia serale, un evento che si inquadra in un contesto più ampio di declino strutturale per la televisione tradizionale, pressata dalla crescente adozione delle piattaforme di streaming.
Il sorpasso nel prime time e il quadro complessivo
Nel corso del 2025, Mediaset ha conquistato la leadership nel prime time, raggiungendo quasi 7 milioni di telespettatori e una quota di mercato del 37,6%. Questo risultato rappresenta un incremento del 3% rispetto all’anno precedente, con un guadagno di 2 punti percentuali di share. Al contrario, la Rai è scesa in seconda posizione con 6,8 milioni di telespettatori e una quota del 36,4%, registrando un calo del 7% su base annua e una perdita di 1,8 punti di share.
Nonostante il sorpasso, il panorama generale del prime time mostra un mercato in contrazione. Warner Bros. Discovery si è mantenuta al terzo posto con 1,6 milioni di telespettatori (-7,9%), mentre Sky, gestita da Comcast, ha registrato un declino del 3,9%, scendendo a 1,4 milioni di telespettatori. La7 di Cairo Communication ha rappresentato un’eccezione positiva, registrando un leggero aumento dello 0,2% nel prime time.
La contrazione strutturale del mercato televisivo
Il report AGCOM conferma un trend di declino costante per la televisione tradizionale. Rispetto al 2024, gli ascolti medi giornalieri sono diminuiti del 2,5% nel prime time e del 2,8% sull’intera giornata. Analizzando un periodo più lungo, la flessione è ancora più marcata: dal 2021 al 2025, gli ascolti in prime time sono calati di 3,2 milioni di telespettatori, pari a un -14,5%, mentre la visione sull’intera giornata ha subito un decremento del 13,7%.
Questo scenario di contrazione ha avuto impatti diversi sui principali gestori. Tra il 2021 e il 2025, la Rai ha perso 769.000 telespettatori medi giornalieri (-21,2%), mentre Mediaset ha registrato una perdita di 208.000 telespettatori. Anche Warner Bros. Discovery e Sky hanno subito cali, seppur minori, mentre La7 ha mantenuto una sostanziale stabilità, dimostrando una resilienza superiore in un mercato in difficoltà.
Dati di ascolto sulla giornata intera e performance dei singoli canali
Considerando l’intera giornata, Mediaset ha mantenuto la leadership con una quota del 37,5% e una media di 3 milioni di telespettatori, sebbene con un lieve calo rispetto all’anno precedente. La Rai ha seguito con il 35,8% di share e 2,9 milioni di telespettatori, registrando una diminuzione del 5,1%. Anche Warner Bros. Discovery e Sky hanno visto ridurre i propri ascolti sull’intera giornata, mentre La7 ha invertito il trend del mercato con una crescita del 4,6% su base annua.
Analizzando i singoli canali, Rai 1 si è confermata la principale emittente italiana nel prime time con 4,1 milioni di telespettatori e il 22% di share. Canale 5 ha consolidato la sua posizione, raggiungendo il 17,6% di share. La7 ha continuato la sua traiettoria di crescita graduale, attestandosi al 5,6% di share. Al contrario, Rai 2, Rai 3, Italia 1 e Nove hanno tutti perso quote di ascolto anno su anno.
Cosa cambia per l’utente italiano
Per l’utente italiano di decoder e impianti televisivi, il sorpasso di Mediaset e il calo generalizzato degli ascolti non comportano modifiche immediate alla fruizione tecnica del digitale terrestre o satellitare. Tuttavia, questi dati riflettono una mutazione profonda nelle abitudini di consumo. La contrazione dell’audience lineare spinge i broadcaster a rivedere le proprie strategie di programmazione e investimento, con un’attenzione sempre maggiore ai contenuti che possano generare engagement e, soprattutto, a potenziare le offerte sulle piattaforme OTT di streaming. Questo potrebbe tradursi, nel lungo periodo, in una maggiore frammentazione dei contenuti e in una riorganizzazione dell’offerta tra free to air e pay TV, influenzando la disponibilità e la qualità dei programmi sui canali tradizionali.
La fotografia offerta da AGCOM sul mercato televisivo italiano nel 2025 è, per molti versi, un’istantanea ampiamente attesa ma non per questo meno significativa. Il sorpasso di Mediaset su Rai nel prime time non è tanto il segno di una rinascita della televisione commerciale, quanto piuttosto la dimostrazione che, in un mercato in lenta ma inesorabile contrazione, chi riesce a contenere le perdite o a intercettare nicchie di pubblico con un’offerta mirata può ancora ottenere un vantaggio competitivo. Il vero dato allarmante è il calo strutturale, con milioni di telespettatori persi negli ultimi quattro anni. Questo processo, alimentato dallo spezzatino degli abbonamenti e dalla frammentazione dell’offerta streaming, pone i gestori di fronte alla necessità di ripensare il proprio modello, in particolare per il servizio pubblico della Rai, che vede erodere la sua centralità in un contesto di mercato sempre più agguerrito. La battaglia non si gioca più solo sul digitale terrestre, ma sulla capacità di adattarsi a un ecosistema mediatico in continua evoluzione.
Fonte: broadbandtvnews.com



