Diritti Tv Serie A, un’asta a favore di Mediaset e Sky (tanto per cambiare)

diritti tv serie aLa Lega Calcio e Infront fanno lo sconto alle solite pay-tv Mediaset e Sky. Gara a parte per tlc e Over The Top. Il 22 gennaio è fissato il termine di presentazione delle offerte per l’asta per i diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021.

La gara per i diritti tv del calcio di Serie A partirà ufficialmente il 22 gennaio alle ore 13, quando si chiuderà il tempo limite per presentare le offerte e verranno aperte quelle degli operatori tradizionali. L’assemblea assegnerà subito i diritti tv o procederà con le trattative private il 25 gennaio, e l’indomani si riunirà nuovamente per valutare le nuove offerte. Se non dovesse andare in porto l’assegnazione con questo bando, si procederà con quello subordinato, aprendo le busta con le offerte che gli intermediari indipendenti dovranno comunque depositare entro il 22.

Dopo il primo tentativo fallito in giugno scorso, il nuovo bando indetto da Infront, l’advisor della Lega A, cercherà di portare a casa un minimo di 1,05 miliardi di euro l’anno. Per realizzare questo arduo obiettivo l’advisor di proprietà del colosso cinese Wanda (in crisi) ha suddiviso i pacchetti migliori in tre gruppi identici nei contenuti, ma che danno l’esclusiva per le varie piattaforme/tecnologie. Un trucchetto che teoricamente dovrebbe accontentare tutti, e permette a Sky e a Mediaset di riaffermare la propria leadership rispettivamente sul satellite e sul digitale a costi inferiori rispetto a quelli attuali.

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Con 570 milioni di euro a stagione sarà possibile acquistare i diritti tv domestici dell’intero campionato (380 partite) nel triennio 2018-2021. I pacchetti A e B, per satellitare e digitale terrestre, includono le partite di 8 squadre, fra cui le big Juventus, Napoli, Milan, Inter, Lazio, Fiorentina e due di fascia bassa, per un totale di 248 eventi, e sono quotati 260 milioni di euro. A e B includono anche i diritti a trasmettere in bar e hotel, le immagini salienti delle 132 partite non incluse, diretta gol, integrazioni 4K, interviste extra mix zone e l’accesso al campo.

I pacchetti D1 e D2 contengono invece le partite in esclusiva delle altre 12 squadre, inclusa la Roma, e possono essere acquistati per una qualsiasi delle piattaforme audiovisive. Il D1 comprende le gare in casa della Roma e del Cagliari e le trasferte del Torino, più le partite di altre nove squadre medio-piccole. Il D2 permette invece di trasmettere le trasferte di Roma e Cagliari e le partite in casa del Torino, oltre ai match degli altri nove club inclusi nel D1. Questi due pacchetti, come sottolineano fonti che hanno seguito la stesura del bando, sono stati costruiti in maniera da poter essere acquistati insieme.

I diritti accessori (ad esempio, immagini degli spogliatoi, interviste prima della partita, nell’intervallo e a fine gara) sono inseriti nel pacchetto Platinum ABC, che può essere acquistato da uno solo tra gli assegnatari dei pacchetti A, B e C, con un prezzo mimino di 50 milioni di euro: per le partite delle 8 squadre in questione, una sola emittente, e non più due come accade ora con Sky (che pagò 572 milioni di euro per l’intero campionato per il 2015-18) e Mediaset (che spese 373 milioni per le 8 big), potrà avere i bordocampisti.

I pacchetti Platinum D1 e Platinum D2 sono stati valutati entrambi 5 milioni di euro, e possono essere acquistati rispettivamente solo dall’assegnatario del D1 e del D2. Il bando per intermediari finanziari indipendenti prevede invece un pacchetto unico, con un prezzo minimo 1 miliardo e 50 milioni di euro, con tutti i benefici proposti ai broadcaster, e specifiche particolari per le sublicenze.

L’unica vera gara competitiva, dicono gli esperti, potrebbe esserci sullo streaming delle partite via internet, un pacchetto (quello C) offerto con base d’asta a 160 milioni l’anno (100 in meno di satellite e digitale), ma comunque a valori significativi dato che i prezzi degli abbonamenti ai contenuti via internet sono in media più bassi. Telecom Italia e Vodafone, per motivi diversi, non parteciperanno alla gara ma restano alla finestra. E mentre il gruppo guidato da Amos Genish vorrebbe mandare avanti Mediaset per l’offerta streaming, quello che in Italia è guidato da Aldo Bisio simpatizza per Sky.

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Tuttavia, al momento nè Sky nè Mediaset dovrebbero presentarsi sullo streaming, dove l’unica certezza è il gruppo britannico Perform, che ha già conquistato i diritti del calcio tedesco e che si era presentato anche alle aste dello scorso giugno. Fonti ben informate riferiscono però che anche Amazon starebbe esaminando il bando, e che avrebbe messo in piedi una task farce per partecipare, dato che l’Italia è un mercato che sta crescendo e su cui il colosso Usa ha importanti progetti di sviluppo.

L’operatore che vincerà lo streaming dei contenuti dei match di Serie A, poi avrà tre anni per cercare di strappare a Sky e a Premium ricche fette di abbonati, anche perché nel triennio 2018-2021 la rete in banda larga dovrebbe essere completata per cui il bacino potenziale di clienti sarà molto più ampio di oggi. E Telecom e Vodafone, che hanno già lanciato i loro canali a pagamento TIMVision e Vodafone Tv, avranno bisogno del calcio, che è il contenuto che sta più a cuore agli italiani e per cui tutti sono da sempre abituati a pagare.

Sky sta inoltre studiando di partecipare anche all’asta di almeno uno degli altri due pacchetti che comprendono la Roma per tutte le piattaforme tecnologiche, ma dato che si è esposta molto per la Champions League e il Moto Gp, ed è pronta a duellare all’ultimo rilancio per aggiudicarsi il rinnovo della Formula 1, non vuole e non può esporsi oltre per la Serie A.

Mediaset invece, ha il problema che anche a causa della mancata vendita di Premium a Vivendi, non può rischiare di caricare la pay-tv di altri costi per i contenuti, se per allora non avrà definito la pace con i francesi, che passa anche da una forte alleanza nei contenuti con Telecom (di cui Vivendi ha il 23,9%) venduti alla nascente joint venture tra TIM e Canal Plus.

Fonti: La Repubblica

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