Vivendi, altri 90 giorni sul caso Persidera in Ue

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Si allungano i tempi sulla questione Antitrust europea sul caso Vivendi – Telecom. L’Ue si prende altri 90 giorni per decidere su Persidera (l’operatore rete tv di Telecom).

Vivendi non presenterà nes­sun altro impegno alla Ue, oltre a quello già depositato su Perside­ra, entro il termine del 30 maggio. La questione è relativa al control­lo di fatto su Telecom, dato che Vi­vendi oggi esprime 10 consiglieri su 15.

Il rimedio, sottoposto alla Ue il 4 maggio, giorno dell’assemblea Telecom che ha rinnovato il bo­ard, prevedeva l’impegno a far sì che l’incumbent tricolore, parte­cipato per il 23,94% del capitale, cedesse la quota del 70% in Persi­dera, società che detiene i multi­plex (i canali tv per la trasmissio­ne in digitale terrestre) ex La7 in­sieme al gruppo L’Epresso che ha conferito i suoi mux e detiene il re­stante 30%.

Telecom però ha dichiarato di non saperne nulla con un comunicato finito all’attenzione degli uffici di corporate governance della Consob, e la questione, che non è stata finora affronta­ta in cda) sarà oggetto di un’infor­mativa solo nella riunione del 1° giugno su richiesta del collegio sindacale.

Vivendi spera ancora di avere una risposta entro il 30 maggio,ma è evidente che entro questa data il nodo Persidera non sarà sciolto. In assenza di risposta, le procedure Ue prevedono che non si possa prorogare ulteriormente il termine, ma che si vada invece a una “fase2” che potrà durare altri 90 gior­ni. La criticità individuata dall’Antitrust Ue è il superamento del 50% nel mercato dei mux che si avrebbe sommando i canali di Telecom con quelli di Mediaset, dove Vivendi è il secondo socio col 28,8% del capitale.

L’unica altra soluzione per Vivendi sarebbe appunto quella di ritirarsi dal fronte Mediaset. È probabile che un’eventuale trattativa sia preceduta dalla sterilizzazione dei diritti di voto sopra il 10%, sistemando in questo modo anche la questione aperta con l’Agcom.

Fonte:Il Sole 24 Ore

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