Mediaset, ipotesi spartizione: tv in chiaro a Fininvest e il resto a Vivendi

mediaset premium vivendiLa proposta Natixis sul caso Mediaset: tv in chiaro a Fininvest, con soluzione a tempo, e pay-tv, produzione e diritti tv a Vivendi.

Gli analisti di Natixis propongono un compromesso nella guerra che oppone Fininvest a Vivendi sul caso Mediaset. La banca d’affari che ha aiutato il gruppo di Vincent Bollorè a raggiungere il 29,77% del gruppo del Biscione, ha analizzato uno scenario alternativo ipotizzando un’alleanza tra le due parti, con un’opa amichevole di Vivendi su Mediaset e Mediaset España e la retrocessione del 51% delle attività della tv in chiaro in Italia e Spagna a Fininvest.

Questa opzione, secondo Natixis, permetterebbe alla famiglia Berlusconi di continuare a gestire nel breve-medio termine queste due attività storiche e a Vivendi di consolidare le attività restanti e per lei strategiche (pay-tv, produzione e diritti tv). La soluzione sarebbe a tempo, una caratteristica non condivisa da Fininvest. La creazione di un’opzione call a 5 anni sul 51% a favore di Vivendi, prosegue Natixis, permette di considerare finalmente una fusione completa e, quindi, garantire alla famiglia Berlusconi una finestra di liquidità. Ciò permetterebbe anche di aggirare la barriera di regolamentazione della Legge Gasparri e dell’Antitrust italiano (controllo congiunto di Telecom Italia e Mediaset).

Nel dettaglio, gli analisti parlano di tre operazioni: due opa e una retrocessione. Secondo lo schema, Vivendi lancerebbe un’opa su Mediaset e Mediaset España e retrocederebbe il 51% della tv in chiaro in Italia e Spagna a Fininvest. In questo modo, i francesi deterranno il 100% di Mediaset Premium e delle attività di produzione e dei diritti (in particolare Taodue e Medusa) e una quota del 49% nel nuovo polo della tv in chiaro in Italia e in Spagna.

Lo schema prevederà un’opzione di acquisto a favore di Vivendi sul 51% con un orizzonte a 3-5 anni e potenzialmente pagabile con titoli Vivendi. Fininvest, prosegue Natixis, potrà allora diventare azionista di Vivendi (12% sulla base delle valutazioni di Borsa indicate) e in questo caso sarebbe il secondo socio dopo Bollorè. Un modo per convincere Fininvest, sostengono gli analisti, sarebbe apportare i canali gratuiti francesi di Vivendi (D8, D17 e Itelè) al nuovo polo della tv in chiaro. Questo ridurrebbe anche l’esborso per Vivendi, dal momento che il polo della tv gratuita del gruppo francese vale 406 milioni di euro.

L’esborso iniziale per i francesi, calcola Natixis, sarebbe di 2,8 miliardi di euro. Ipotizzando un premio del 10% sui corsi attuali di Mediaset e Mediaset España, Vivendi sborserà 5,8 miliardi per il 70% che non possiede di Mediaset e per il 50% di Mediaset España. Vivendi otterrebbe da Fininvest, per la retrocessione del 51% delle attività tv in chiaro nei due Paesi, 3,5 miliardi di euro. Dunque, il costo dell’operazione sarebbe di 2,3 miliardi per Vivendi, che potrebbe chiedere di aggiungere una parte del debito netto di Mediaset (circa 1 miliardo a fine 2017), portando l’ammontare a 2,8 miliardi di euro.

Fonte: ItaliaOggi

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