Sky tratta con Mediaset. Ripartono i colloqui su Premium

sky mediaset premiumMediaset e Sky starebbero trattando per Premium. Un riavvicinamento dopo i colloqui di due anni fa tramontati per il mancato accordo sul prezzo della pay-tv del Biscione.

Al lavoro ci sarebbero le diplomazie dei due gruppi, che si sono messe in moto a luglio, dopo l’improvviso voltafaccia di Vivendi. Un voltafaccia che secondo quanto scrive il Corriere della Sera sarebbe stato appreso dalle parti di Sky come uno sorta si scampato pericolo.

Mediaset e Sky si erano già parlate a lungo due anni fa, quando Cologno aveva incaricato Mediobanca di raccogliere manifestazioni di interesse per la pay-tv, decidendo poi di stringere su Sky. L’operazione, negoziata per diversi mesi, era poi sfumata per la distanza delle valutazioni: Sky aveva valutato Premium 600 milioni, contro il miliardo circa di Mediaset. Adesso, a sentire chi lavora sul dossier, le distanze potrebbero accorciarsi.

La pace con Vivendi sembra lontana. La scorsa settimana il ceo della società francese, Arnaud de Puyfontaine ha detto di essere «ottimista» sulla possibilità di trovare un nuovo accordo, rivelando che tra i due gruppi «i colloqui sono in corso». Vivendi guidata da Vincent Bolloré aveva tempo fino al 30 settembre per dare esecuzione agli accordi, anche se la data non viene considerata vincolante. Ora che il termine è scaduto a Cologno si sentono tuttavia più liberi. Comunque il contratto con Vivendi resta in piedi, e in attesa che arrivi una nuova proposta, gli uomini di Mediaset esplorano nuove strade.

Dopo i primi sondaggi avvenuti tramite i legali dei due gruppi, all’inizio della prossima settimana, secondo fonti vicine al dossier, dovrebbe iniziare il dialogo tra le strutture tecniche di Mediaset e Sky. Ci sarebbe la disponibilità a trattare un possibile accordo senza porre pregiudiziali sul prezzo. Mediaset è convinta di vincere un eventuale battaglia legale con Vivendi, che potrebbe portare nelle casse di Cologno fino a 2 miliardi di euro di danni.

Fonte: Il Corriere della Sera

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