Vivendi fa dietrofront su Mediaset Premium. Bolloré punta il Biscione

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Vivendi fa dietrofront sull’acquisto dell’88,9% di Mediaset Premium, e il Biscione dissotterra l’ascia di guerra. Pronta una battaglia legale da più di 1 miliardo e mezzo di euro.

La mossa a sopresa di Vivendi ha lasciato ieri di stucco il mercato, tanto che sono cominciate a circolare congetture sulla motivazione del gesto transalpino: per alcuni addetti ai lavori Vivendi punterebbe all’ammiraglia del gruppo, cioè Mediaset, e Premium era quindi soltanto un pretesto.

E nonostante l’ad di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, cerchi di gettare acqua sul fuoco insistendo sulla volontà «di costruire una grande alleanza strategica con Mediaset», dalle parti di Cologno Monzese sono a dir poco furiosi, e accusano la controparte di «una palese contraddizione con gli impegni assunti mediante il contratto firmato lʼ8 aprile scorso», un voluminoso documento che era stato redatto dai team di legali di Chiomenti e di Carnelutti. E Fininvest, cui fa capo il 34,738% di Mediaset denuncia con durezza «l’eccezionale gravità e l’assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi».

Alla base della decisione inattesa resa nota ieri da Vivendi c’è «un diverso approccio ai numeri» di Premium e già nelle settimane scorse, secondo indiscrezioni di stampa, i francesi avevano riscontrato forti ostacoli nel portare avanti il piano industriale di Mediaset Premium fino al raggiungimento del pareggio nel medio periodo. Quindi, il problema evidenziato è quello di riuscire a rimettere in sesto la pay-tv con alle spalle un rosso di quasi 64 milioni di euro nel solo primo trimestre 2016.

Mediaset Premium in salsa francese avrebbe dovuto essere uno dei pilastri portanti della nuova piattaforma europea anti-Netflix di Bolloré, per questo il finanziere bretone ha trovato l’8 aprile scorso l’intesa col Biscione. Obiettivo: creare un colosso da 13 milioni di abbonati. Senza dimenticare che Sky ha dato vita nell’estate 2014 a un network da 20 milioni di abbonati.

Ufficialmente l’inversione di rotta dei francesi è data da divergenze sui conti di Mediaset Premium che non solo ha chiuso il primo trimestre 2016 in rosso per 63,7 milioni di euro ma ha alle spalle anche un 2015 con una perdita netta da 83,9 milioni. A metà dello scorso giugno, la società guidata dall’a.d. Franco Ricci ha lanciato due aumenti di capitale proprio per risanare i conti. Sempre al 31 marzo 2016, i ricavi sono stati di 181,3 milioni (+16,5%) cavalcando l’esclusiva della Champions League e le partite delle migliori 8 squadre di serie A mentre i costi sono stati di 264,7 milioni. L’ebit è stato negativo per 83,37 milioni. A bilancio, infine, i diritti tv hanno un valore di 887,66 milioni a fronte del dato di poco superiore al miliardo del 31 marzo 2015 e dopo l’ammortamento di periodo di 132,5 milioni. Secondo le stime di Mediaset, il break-even arriverà nel 2017.

Secondo alcune interpretazioni di mercato, Vincent Bolloré vorrebbe conquistare il controllo di Mediaset puntando a salire al 15% del gruppo della famiglia Berlusconi nel giro di tre anni attraverso un prestito obbligazionario convertibile. Mentre si accontenterebbe di un 20% di Mediaset Premium. Gli accordi dello scorso 8 aprile prevedevano invece che Vivendi potesse salire solo fino al 5% del Biscione in tre anni e rilevasse invece l’intera quota all’88,9% detenuta nella pay-tv tramite la controllata RTI (il restante 11,1% in mano alla spagnola Telefonica sarebbe stato ceduto in un secondo momento). Di contro viene confermato lo scambio azionario del 3,5% di Mediaset a Vivendi e viceversa.

Ma il vero obiettivo di Bolloré non è escluso che sia voler integrare direttamente i business di Mediaset e di Telecom Italia, di cui è primo azionista al 24,7%. La prima è specializzata nella produzione di contenuti e la seconda ha la rete per distribuirli sui cellulari tramite il suo network di tlc. Bolloré, famoso per i raid tempestivi, coglierebbe così il momento giusto in cui tutto il settore delle telecomunicazioni si sta muovendo tra alleanze e fusioni.

Fonti: Il Sole 24 Ore | ItaliaOggi

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