Eurodata Tv: nel mondo cresce la tv non lineare (+7%)

tv non lineare

Nel mondo il consumo di televisone è in leggera flessione. Ma la tv, come business , vive uno dei suoi momenti più floridi, e il consumo di tv non lineare continua a crescere.

Secondo gli ultimi dati di Eurodata Tv, presentati in occasione del Forum Europeo Digitale a Lucca, si è passati, nel mondo, dalle 3,19 ore di consumo di tv al giorno del 2013 alle 3,14 ore del 2015, con il pubblico giovane sceso, nello stesso periodo, da 2,18 ore a 2,04 ore. La tv si vede, in media, per 3 ore e 55 minuti in Europa, per 4 ore e ventinove minuti nell’America del Nord, per 2 ore e trentadue minuti in Asia, ma il consumo cresce, ormai, solo in Africa e in America Latina. Tuttavia è letteralmente esploso il consumo di tv non lineare, con un +7% mondiale ma fenomeni molto interessanti su alcuni distinti mercati: in Canada, ad esempio, il 60% del target 18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo scorso mese; negli Usa l’86%; in Francia il 6% del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni.

«Non c’è una fuga dalla televisione. Questa anzi la tv gode di ottima salute. Semmai è in atto una trasformazione e si va sempre più verso contenuti non lineari, la cosiddetta Catchup Tv», sostiene Sahar Baghery, director of global research & content strategy della società di consulenza Eurodata Tv, che ha elaborato il dato sul consumo medio di televisione, in occasione della 13° edizione del Forum Europeo Digitale, organizzato da Comunicare Digitale e UltraHd Forum, andata in scena a Lucca giovedì 9 e venerdì 10 giugno.

La gran parte dei broadcaster utilizza le piattaforme online anche come sistema di lancio e di promozione dei contenuti poi trasmessi in tv, fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una settimana o un mese prima della messa in onda in tv. Si assiste pure a una localizzazione dei prodotti per l’online (un prodotto su cinque di quelli realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un cambio di format: non solo serie tv, per intenderci, anche perché il 33% dei prodotti internazionali o locali lanciati online nel 2015 non sono serie, ma altre cose, da documentari a intrattenimento. Pure le piattaforme diventano tematiche: sistemi completamente dedicati all’horror, o reality show, humor, natura. Il mercato tv emergente ha fatto registrare una vera e propria esplosione che ha alzato il livello della concorrenza: sono nate negli ultimi 18 mesi oltre 100 nuove piattaforme di tv online. Con le nuove tecnologie (4K, UHD, Realtà Virtuale), si cerca di espandere l’esperienza degli spettatori, e si moltiplicando le occasioni per creare nuovi contenuti.

Secondo Massimo Bertolotti, responsabile Innovazione ed Engineering di Sky Italia, il futuro porta inevitabilmente alla visione di contenuti in Realtà Virtuale. «È stimato che nel 2025 il business della virtual reality varrà circa 35 miliardi di dollari. Di questi ben 7,3 saranno legati all’intrattenimento e agli eventi live», specifica Bertolotti. Il segmento, sempre nel 2025, conterà su 175 milioni di utenti. Senza trascurare poi un aspetto strettamente tecnologico: lo sviluppo della tv in 4K (Mediaset ha già sperimentato la finale di Champions League con questo formato e la Rai lo farà per gli Europei in accordo con Eutelsat) e della modalità di fruizione in UltraHd al quale puntano i principali produttori mondiali di televisori.

In Italia la situazione è, come sempre, più complicata. In un Paese dove ancora il mezzo televisivo tradizionale vanta la maggior penetrazione europea in fatto di ascolti medi giornalieri, dell’ordine di 25-26 milioni, e conquista quasi il 60% della torta pubblicitaria complessiva, la tv online e on demand non ha ancora attecchito per varie motivazioni culturali, barriere di mercato e per i soliti limiti della banda larga nostrana. Netflix è arrivato da pochi mesi e ancora non si conoscono i dati relativi agli abbonati, ma dovrebbero essere nell’ordine delle centinaia di migliaia.

Fonte: ItaliaOggi | Il Sole 24 Ore

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