In Europa pay-tv in calo su cavo e sat. Cresce sul web

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Nel secondo semestre del 2015 in Europa si registra un calo del mercato delle pay-tv. Secondo i dati della società di ricerca IHS è in atto un vero e proprio cambiamento della televisione a pagamento.

Nei mesi tra aprile e giugno 2015 infatti l’incremento netto di abbonati è stato dello 0,4% appena, la crescita più bassa registrata negli ultimi 5 anni. La pay-tv su cavo, tecnologia praticamente sconosciuta all’Italia, è quella che sta soffrendo di più, mentre la televisione satellitare subisce un constante rallentamento. Solo la tv via Internet riporta una netta crescita che riesce a sostenere tutto il mercato.

Nel dettaglio, sono stati 935 mila i nuovi abbonati netti alla televisione sul web nel secondo trimestre di quest’anno, il satellite ne ha guadagnati 97 mila, mentre il cavo ne ha persi 185 mila. Quasi tutte le principali tv a pagamento satellitari europee hanno subito un calo o un rallentamento di abbonamenti rispetto al secondo semestre del 2014: Canal Digital, Viasat e Canal Plus Spagna sono rimaste sostanzialmente invariate, Sky Deutschland registra un lieve calo, e solo Sky Uk fa registrare un piccolo incremento. Sky Italia da marzo a giugno ha perso 21 mila abbonati netti, avendone comunque guadagnati 12 mila nel primo trimestre di quest’anno e 30 mila fra ottobre e dicembre 2014, il periodo dell’anno tradizionalmente più favorevole.

Gli analisti precisano comunque che questi dati non certificano un trend definitivo. Il cavo, per esempio, sta subendo il processo di digitalizzazione in molti paesi e gli abbonati ne approfittano per passare ad altre offerte ma il declino dovrebbe fermarsi. Per il satellite, invece, vale la considerazione che gli operatori europei, Sky per primo, hanno avviato offerte su Iptv per contrastare l’avvento di Netflix e degli altri Over The Top puri, in modo da bilanciare la perdita di utenti nell’offerta tradizionale e comunque in modo da rispondere alle esigenze di coloro che si avvicinano per la prima volta alla pay-tv e dei cosiddetti cord cutters, di coloro che tagliano l’abbonamento (il cavo letteralmente) per passare a offerte più snelle.

Dal punto di vista dei ricavi, le offerte di pay via Internet sono efficaci per penetrare nella fascia più bassa del mercato, con consumatori disposti a spendere meno per la pay-tv. Per contro, gli operatori satellitari riescono ancora ad aumentare l’arpu per utente, ovvero la spesa media, grazie a servizi aggiuntivi, al top dei quali c’è l’alta definizione (che in realtà oggi non dovrebbe più essere considerato un servizio premium, ma per la scarsità in altre piattaforme, come il digitale terrestre, di fatto lo è).

Ci sono poi altre caratteristiche aggiuntive dell’offerta che aiutano gli operatori a trattenere gli attuali abbonati e sono principalmente i decoder stile MySky e il multiscreen (escludendo dal discorso le cosiddette offerte di retention che servono a trattenere un cliente che ha espresso la volontà di disdire l’abbonamento). In mercati più insidiosi per gli operatori di pay-tv tradizionali restano comunque quelli nordici e i Paesi Bassi, in cui il fenomeno del cord cutting si avvicina maggiormente a quanto accade negli Stati Uniti.

Fonte: ItaliaOggi

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