Lo scandalo Auditel entra nella guerra Mediaset vs Sky

Auditel

Con l’Auditel fermo ai box per la nota vicenda dei panel svelati, nascono come i funghi i dati d’ascolto prodotti dai gruppi televisivi. E spuntano le rilevazioni alternative più attendibili e trasparenti (forse) e più vicine alle nuove tecnologie digitali e ai nuovi consumi del cambiamento in atto nel mercato televisivo.

I nuovi share confezionati per gli inserzionisti pubblicitari si avvicinano infatti alle nuove metriche della tv convergente, che prende in considerazione la frammentazione degli ascolti tra numerosissime piccole e medie emittenti tematiche, e i consumi con il second screen attraverso pc, tablet e smartphone. Per questo Sky ha messo in moto dal 2014 il suo Smart Panel, anche in modalità Real Time per l’ascolto in diretta. Allo stesso modo anche Mediaset ha il suo Sele, un panel di 55mila spettatori. Il Biscione ha sviluppato inoltre un progetto, nato 13 mesi fa, che ha trasformato undicimila decoder di Mediaset Premium in “meter” capaci di monitorare minuto per minuto le scelte dei clienti della pay-tv. Ma mentre Sky si batte per abolire il vecchio sistema dell’Auditel ritenuto ormai inadeguato, diffondendo la sua verità sugli ascolti, Mediaset (socio fondare del sistema di rilevazione) aspetta che la stessa Auditel si riprenda, e per questo non rivela i suoi dati di share.

Intanto il muro di riservatezza si è sbriciolato per ben 4000 famiglie delle 5666 del campioneAuditel. Colpisce che sia caduto non per l’errore di uno stagista (come qualcuno ha fatto credere), ma di un dipendente della Nielsen con 7 anni di onorato servizio in questo ruolo. Impressiona anche il carattere fantozziano dello svarione. Questa persona ha scritto quattro e-mail a 4000 famiglie del campione Auditel, divise in gruppi di 1000. E invece di mettere i tanti destinatari in “conoscenza nascosta”, li ha messi in “conoscenza”. In questo modo, ogni famiglia ha potuto conoscere le e-mail delle altre 999 del suo insieme. E mentre il Garante Agcom lavora sul caso (sono del 2005 e del 2010 le sue delibere che certificavano l’attendibilità di Auditel), si muove la Rai. La tv di Stato (altro socio fondatore di Auditel) si riserva azioni legali nel caso qualcuna delle famiglie svelate dovesse fare causa per lesione della sua privacy.

Fonti: Il Corriere della Sera | La Repubblica

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