Rea: il governo sopprime le tv locali

«28 luglio 1976 – Fine del monopolio Rai. Con sentenza n. 202 della Corte Costituzionale, furono consentite le trasmissioni delle radio-tv locali. Ma la lotta per la libertà d’informazione continua», afferma la Rea, l’Associazione delle emittenti televisive e radiofoniche locali dei Paesi dell’Unione Europea, in un comunicato.

«Il Governo ha confermato la chiusura di centinaia di tv locali vittime del perverso disegno politico per portare il Paese verso una democrazia vigilata attraverso la concentrazione dei mezzi di comunicazione (reti radiotelevisive, internet, satellite, telefonia, carta stampata, agenzie di stampa). Con la chiusura delle tv locali perderemo un altro pezzo di sana democrazia. La Rea invita l’opinione pubblica a sostenere la battaglia per mantenere alto il livello della libera informazione».

L’accusa dell’associazione Rea si riferisce all’ennesimo esproprio di frequenze a danno delle emittenti locali (144 in totale secondo Aeranti-Corallo), stavolta atto a liberare quei canali che, pur assegnati legalmente dai precedenti governi, sono interferenti con le televisioni dei Paesi confinanti esteri. Nonostante sia stata indetta dall’Agcom una gara a beauty contest per l’assegnazione dei canali 58 UHF e 59 UHF del digitale terrestre, e nonostante i 51 milioni di indennizzi promessi dal governo per le tv che libereranno volontariamente le frequenze, molte emittenti dal 30 aprile rischiano fortemente la chiusura della propria attività.

Fonte: reasat.eu

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