Rai Way, Ei Towers riscrive l’offerta di acquisto e scambio

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Stop della Consob su Rai Way: Ei Towers cambia l’opas

Ei Towers, nonostante la bocciatura senza precedenti subita ieri da parte della Consob, è intenzionata ad andare avanti sull’opas da 1,2 miliardi su Rai Way, la società delle torri tv di Stato.

L’Authority presieduta da Giuseppe Vegas per la prima volta ha utilizzato una norma che consente di «preavvisare» una società che il prospetto dell’opas non potrà essere autorizzato nei termini originari. La decisione è arrivata dopo un’audizione del ceo di Ei Towers, Guido Barbieri, in Consob. L’Authority già aveva sospeso i termini dell’esame del prospetto informativo. Il piano originario della controllata del Biscione, che prevedeva la conquista del 66,7% di Rai Way così da creare un polo unico nazionale con Mediaset al 35% circa e Rai al 15% è quindi tramontato.

Mercoledì la stessa Consob ha chiarito a Ei Towers che la circostanza che il Tesoro abbia ribadito «l’intenzione di non aderire» e, comunque, «la necessità di mantenere una partecipazione del 51% di Ray Way rende allo stato non realizzabile, di fatto, la “condizione” del raggiungimento della soglia minima del 66,67%».

Ei Towers, con l’assistenza di Jp Morgan che è anche finanziatore con Unicredit e Bnp Paribas, ha tempo fino all’11 aprile per riscrivere l’offerta al massimo sul 49% del capitale. L’operazione prevederebbe un incrocio di partecipazioni (Rai in Ei Towers, Mediaset in Rai Way, entrambe in minoranza) con regole di governance chiare e piani per realizzare sinergie commerciali attraverso la razionalizzazione delle torri sparse sul territorio, oltre a un regime tariffario aperto a tutti gli operatori. Serviranno sempre gli ok di Tesoro, Consob e Antitrust. La strada appare sempre più in salita.

Secondo Il Sole 24 Ore sul tavolo ci potrebbero essere 2-3 opzioni per il cosiddetto “Piano B”. La più rapida sarebbe quella di abbassare al 49% o anche meno la soglia dell’opas, ma lo scenario non piace molto ai vertici di Mediaset, scottati in passato dall’esperienza Endemol. La seconda opzione invece potrebbe acquistare una quota di minoranza di Rai Way come primo passo per far aggregare poi un soggetto terzo “garante” della nascita del polo delle torri tv.

Non è sicuro comunque che il matrimonio tra la controllata di Mediaset e l’asset della Rai passi il vaglio dell’Antitrust, nel caso in cui Ei Towers opti per una participazione di minoranza. Dalla possibile nascita di un polo unico delle torri, dicono i tecnici dell’Agcm, potrebbero salire notevolmente prezzi nel mercato delle infrastrutture di broadcasting; l’integrazione influierebbe sui concorrenti sui settori a valle come quello del mercato della pubblicità, dove Mediaset controlla una fetta ben superiore al 50%. E infine potrebbe nascere un duopolio collusivo tra due società che, avendo in tasca ognuna le azioni dell’altra, trarrebbero vantaggio dal non farsi la guerra.

Fonti: Il Corriere della Sera | Il Sole 24 Ore

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