Opas Rai Way, Ei Towers disponibile alla rinuncia del controllo

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Si riapre la partita dell’opas di Ei Towers per Rai Way. La controllata di Mediaset si dice disposta a scendere sotto il 66% di quote.

Secondo il Sole 24 Ore, Ei Towers avrebbe aperto, molto tra le righe, all’ipotesi di una quota di minoranza nella corsa all’acquisto Rai Way. Nel comunicato di risposta a Consob non risulta più imprescindibile la condizione di raggiungere almeno il 66,67% nell’ambito dell’offerta su Rai Way, per creare un operatore unico nel mercato delle torri. Una clausola che va a cozzare frontalmente con il quadro normativo esistente, rivendicato dal governo e dal premier Matteo Renzi, che impone il mantenimento in capo a Rai del 51% delle quote di Rai Way.

La società del gruppo Mediaset non esclude «a priori» l’esistenza di «modalità alternative» per raggiungere i «benefici derivanti dal progetto industriale» di creare un polo unico delle torri tv «anche nell’ipotesi di titolarità di una partecipazione di minoranza» nella controllata della Rai.

«Tuttavia l’individuazione di tali modalità alternative, che ad oggi non sono state considerate da Ei Towers, presuppone una valutazione congiunta con l’Emittente (cioè Rai Way, ndr) e il suo azionista di maggioranza (la Rai, ndr)», spiega la nota.

Nella nota inviata all’organo di controllo del mercato si legge che Ei Towers è disponibile ad avviare quanto prima un dialogo con Rai Way e Rai, al fine di illustrare e verificare il progetto industriale volto alla creazione di un operatore unico nazionale nell’auspicio che da detti incontri e approfondimenti, anche di natura tecnica, possa emergere un giudizio positivo in merito all’offerta.

Fino ad ora «non è intervenuta né è stata programmata alcuna iniziativa» con le due società, che anzi hanno bollato come “non sollecitata” e dunque ostile l’offerta di Ei Towers. Fino a quando la società di Mediaset e quella della Rai non si confronteranno sul progetto del polo delle torri tv «gli elementi a disposizione» di Ei Towers «non consentono una valutazione in ordine alla possibilità di raggiungere l’obiettivo» dell’operatore unico attraverso altre strade rispetto a quella che prevede la conquista di almeno il 66,7% di Rai Way.

In ogni caso l’individuazione di percorsi alternativi a quello tracciato dall’opas richiede «la piena condivisione» con la Rai in merito al conseguimento di una serie di obiettivi relativi «al raggiungimento di una scala dimensionale paragonabile» ai big europei del settore, «alla razionalizzazione dell’infrastruttura, oggi in parte duplicata» e «alla piena integrazione organizzativa delle due strutture».

Mediaset ha mosso la sua torre. Rai e governo rilanceranno o arroccheranno nell’intricato e schizofrenico scacchiere del mercato delle infrastrutture di broacasting?

Fonti: Il Sole 24 Ore | huffingtonpost.it | soldionline.it

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