Gubitosi: “la politica boicotta la riforma delle news Rai”

rai newsLa riforma delle news della Rai non s’ha da fare. Così ha sentenziato pochi giorni fa la Commissione di Vigilanza presieduta dal grillino Roberto Fico.

Forse già oggi i rappresentati del Parlamento chiederanno modifiche sostanziali al piano di riorganizzazione dell’informazione della tv pubblica studiato dal dg Gubitosi, che dovrebbe teoricamente accorpare 7 testate del servizio pubblico in due sole newsroom, multimediali e integrate.

Il direttore generale di Viale Mazzini però non ci sta, e intervistato da La Repubblica protesta: «Il nostro piano – dice – è un atto serio e moderno che avvicinerebbe la Rai alle migliori emittenti europee. Eppure incontriamo grandi, tenaci resistenze. Di fronte abbiamo il “pc”. Il partito della conservazione, che unisce una parte del sindacato a una parte della politica. Il loro obiettivo è l’immobilismo ». «Il “pc” non riuscirà a fermarci – assicura il direttore generale – perché c’è una cosa più forte di tutti gli eserciti. È quell’idea il cui momento è ormai giunto. Lo scriveva Victor Hugo ed io, umilmente, sono d’accordo: il tempo della riforma è arrivato».

Gubitosi chiede anche che il Parlamento rispetti «l’autonomia» della sua azienda: «Tutti vogliono Viale Mazzini liberata dai partiti, ma poi si comportano nel modo opposto», spiega il dg. Nonostante il termine stesso “autonomia” è comparso per la prima volta su una risoluzione che oggi sarà votata dalla Vigilanza, Gubitosi non si fida e teme che la riforma possa finire nel limbo del rinvio perenne.

I parlamentari infatti insistono più sul termine “pluralismo“. Si preoccupano di plasmare un’informazione pubblica che rappresenti tutte le svariate tonalità di colore della politica, e si dissociano sostanzialmente dal rendere veramente indipendente la tv di Stato. Per questo la risoluzione invoca «una revisione del progetto predisposto dal direttore generale con l’obiettivo di garantire il pluralismo e l’identità editoriale delle singole testate giornalistiche». Anche se Mary Hockaday della Bbc ha recentemente dimostrato in un’audizione ai parlamentari della Vigilanza che l’unificazione dell’informazione (avviata ben 20 anni fa) ha procurato grandi vantaggi agli inglesi, in termini di risparmio e pluralismo. E nonostante France 2, la tv pubblica francese, abbia già intrapreso la strada dell’accorpamento delle redazioni.

Fonte: La Repubblica

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