Canone frequenze tv, arriva la soluzione acconto

frequenze tvSi sblocca l’intricata vicenda dei canoni di concessione delle frequenze tv con una soluzione tampone.

Il Ministero dello sviluppo economico ha varato uno schema di decreto (temporaneo) che scavalca le norme dell’Agcom e che è già al vaglio della Corte dei Conti.

Le nuove regole provvisorie sul canone frequenze, anticipate dal quotidiano ItaliaOggi, prevedono una sorta di acconto calcolato su una percentuale del 40% di quanto pagato dagli operatori di rete tv nel 2013, da versare entro la fine di gennaio, in attesa che venga modificata la legge Passera-Monti del 2012 e siano definite le norme sugli affitti delle porzioni di spettro.

Dal Ministero non vanno oltre il no comment, e non confermano la percentuale dell’acconto. Lo schema di decreto ministeriale sarà ufficializzato non appena avrà ricevuto il nulla osta dalla Corte dei Conti, che dovrà stabilire come debba essere interpretata la parità di gettito prevista dalla legge, cioè se il canone pagato dagli operatori di rete (sulla base dei mux detenuti) debba coprire tutto il gettito del canone precedente (derivante dall’1% del fatturato dei gruppi tv).

A dicembre, il governo aveva provato a prorogare il regime di pagamento precedente (quello dell’1% del fatturato delle aziende tv) per un altro anno, in modo da aver il tempo di modificare la legge Monti. Ma la Commissione Bilancio del Senato fece precipitare la situazione bocciando l’emendamento. Ora la soluzione tampone dell’acconto concede altri 365 giorni per modificare le regole.

Le norme varate dall’Agcom sono subito state oggetto di critiche perchè causerebbero molti meno introiti per lo Stato, e soprattutto regalerebbero un maxi-sconto per gli incumbent del mercato televisivo italiano (Rai e Mediaset in primis), criticato anche dalla Commissione europea, oltre che uno sproporzionato aumento dei canoni d’affitto per chi è solo operatore di rete, come Persidera (Telecom Italia-L’Espresso), e per le tv locali. Nel 2014 la Rai avrebbe risparmiato circa 23 milioni di euro, e Mediaset 17,2 milioni, per un ammontare complessivo di minori introiti di circa 40 milioni di euro. Estendendo ai primi quattro anni il regime di pagamenti, i minori introiti per lo Stato sarebbero stati di quasi 105 milioni, e di 131 milioni nell’arco 2014-2021.

Fonti: key4biz.it | corrierecomunicazioni.it | e-duesse.it

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