Digitale terrestre: il governo rinvia lo Switch-off del DVB-T2

TV-DVB-T2_b_21515Il governo ha approvato ieri il rinvio al passaggio obbligatorio allo standard DVB-T2 del digitale terrestre, previsto precedentemente per il 1° gennaio.

Il provvedimento, inserito all’interno del tradizionale decreto Milleproroghe, anticipato in esclusiva da DDAY.it, ha rinviato quindi i termini dell’obbligatorietà di vendita di televisori dotati di sintonizzatori col nuovo standard DVB-T2. Secondo la legge prorogata i produttori di televisori e decoder non potrebbero più commercializzare apparecchi privi di tuner DVB-T2, e gli stessi rivenditori avrebbero avuto poi 6 mesi per liberarsi di tutte le scorte dotate di soli tuner DVB-T, fino al 1° luglio 2015.

Come già ribadito da DDAY.it, si trattava comunque di una legge incompleta (e potenzialmente dannosa per il mercato) che prescriveva infatti semplicemente l’obbligo del tuner DVB-T2, senza chiarire il codec da utilizzare. La proroga inserita in extremis nel decreto Milleproroghe sposta in avanti l’obbligo di tuner DVB-T2, vincolando però anche la presenza del nuovo HEVC (High Efficiency Video Coding o H.265), il codec di compressione video erede del famoso H.264/MPEG-4 AVC, prendendo in cosiderazione le innovazioni tecnologiche che saranno introdotte nel mercato dei prossimi anni.

Il testo del decreto, sottolinea DDAY.it, non è ancora stato reso pubblico, quindi non si sa al momento se, come trapelato, il rinvio sarà di 18 mesi, cosa che apparirebbe ragionevole, anche tenendo conto dei tempi della tecnologia. Per saperne di più bisognerà attendere la pubblicazione dei testi, che avverrà presumibilmente nei prossimi giorni.

Nella scorsa primavera l’associazione in difesa dei consumatori Adiconsum aveva espresso molte perplessità  e preoccupazioni all’Agcom per l’entrata in vigore così anticipata dell’obbligo di vendita di apparecchi tv col nuovo standard: «Ci sembra prematuro – diceva Pietro Giordano, presidente nazionale Adiconsum – se non si specifica anche la codifica da utilizzare. Alla luce degli elevati costi sostenuti dalle famiglie per il passaggio alla televisione digitale, non ha senso l’obbligo di far montare un decoder con una tecnologia che potrebbe non far vedere i programmi, obbligando poi all’acquisto di un decoder esterno. Inoltre, nessuna televisione italiana gratuita, compreso il servizio pubblico, trasmette in tale modalità e nessuna sperimentazione, visibile ai consumatori è in atto».

Mentre vari paesi europei si apprestano (Svizzera, Francia, Crimea, Repubblica Ceca, Austria) o sono già passati in parte al nuovo standard (come UK e Germania), il mercato italiano attualmente non offre nessuna trasmissione in DVB-T2. L’unica offerta tv (a pagamento) trasmessa col nuovo standard da Europa 7 HD di Francesco Di Stefano è miseramente fallita qualche mese fa.

Fonte: dday.it

Aggiornamento 28/12/2014:

Secondo i documenti del decreto Milleproroghe reperiti da DDAY.it, i termini dell’obbligo di adozione dello standard DVB-T2 sono stati rinviati di 18 mesi. Dal 1° luglio 2016 le case prodruttrici dovranno interrompere le forniture di vecchi televisori con il solo tuner  DVB-T, mentre le vendite ai consumatori finali saranno bloccate dal 1° gennaio 2017.

Purtroppo l’articolo del decreto non fa nessun riferimento alla tipologia di codec di compressione video da adottare come obbligo del nuovo standard (si ipotizzava l’HEVC). Una mancanza che dovrà essere rapidamente colmata dal legislatore per evitare un altro provvedimento lacunoso e dannoso per i consumatori e il mercato.

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