Copyright: Agcom ordina la rimozione di blog e forum

internetcensura.2jpgUno straordinario numero di blog, forum di discussione e siti sono raggiunti in questi giorni dai famigerati inviti dell’Agcom a rimuovere conversazioni, link e blog che secondo le denuce dei detentori dei diritti violano il copyright.

Anche se l’Authority per le comunicazioni, trasformatosi ahimè in sbirro del diritto d’autore, aveva promesso di non intervenire mai su forum o blog. Lo aveva garantito lo stesso presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, in audizione presso le competenti commissioni parlamentari prima del varo del regolamento Agcom sulla rimozione dei contenuti sul web.

In questi giorni un blog in particolare, http://auto-conoscenza.blogspot.it/ (qui possiamo vederne una copia nella cache di Google), è stato cancellato dal web a seguito di un ordine dell’Agcom. Lo scrive l’avvocato e blogger Fulvio Sarzana sul ilfattoquotidiano.it, ricordando che gli esponenti dell’Autorità, prima di varare il Regolamento sulla rimozione dei contenuti sul web, erano stati chiari: «Non interverremo mai sui forum», «Non chiederemo mai la cancellazione di contenuti dai blog».

«Agcom – spiega Sarzana – ordina la rimozione di ‘autoconoscenza’ per ragioni di copyright, perché in un post del titolare del blog vengono menzionate le risposte di un test sulla conoscenza su cui vi sarebbe il copyright. Ma a sparire è l’intero blog contenente riflessioni, come avviene in tutti i blog del mondo, con decine e decine di pagine di parole del tutto innocenti sparse per tutti i mesi e gli anni da quando esiste».

Io questa la definisco censura, e non tutela del copyright…

Fonti: ilfattoquotidiano.it

Aggiornamento:

L’Authority per le comunicazioni ha diffuso oggi dopo la quarta riunione del Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali, istituito ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento per la tutela del diritto d’autore online, entrato in vigore il 31 marzo 2014, i dati sull’attività in materia di tutela del diritto d’autore sul web.

Secondo i dati diffusi dall’Agocm oltre due milioni e mezzo di file musicali e più di un milione di file audiovisiviillegali” sono stati inibiti alla fruizione attraverso l’applicazione del Regolamento per la tutela del diritto d’autore online. Nel corso della riunione è stata illustrata l’attività svolta dalle tre sezioni tematiche, che si occupano rispettivamente di promozione dell’offerta legale, educazione alla legalità e codici di autoregolamentazione, monitoraggio sull’attuazione del Regolamento.

Secondo l’Autorità sono emersi dati ritenuti “assai significativi circa l’efficacia” dell’azione di oscuramento. Ma, anche se non sono più accessibili un grande numero di file in violazione del copyright, dal 31 marzo scorso (perciò otto mesi dall’entrata in vigore del Regolamento) sono pervenute all’Autorità la miseria di 142 istanze, al netto di quelle compilate e non perfezionate secondo la procedura informatizzata descritta sul sito www.ddaonline.it.

Di queste, la maggior parte ha riguardato opere fotografiche (il 33%) e audiovisive (il 32%). Seguono le istanze relative ad opere di carattere sonoro (15%), editoriale (11%) e letterario (4%), inclusi in quest’ultima voce anche l’e-book, manualistica in chiave educational e narrativa. Solo due istanze hanno riguardato i servizi di media audiovisivi. Nove istanze sono state ritirate e 30 sono state archiviate in via amministrativa per vizi formali. I procedimenti avviati sono stati 95, alcuni dei quali risultano dalla riunione di più istanze. Di questi, il 71% è stato istruito con rito ordinario (che prevede una durata massima di 35 giorni lavorativi) e il 29% con rito abbreviato (12 giorni lavorativi di durata massima), in ragione della gravità della lesione dei diritti di sfruttamento economico delle opere segnalate o del carattere massivo della violazione.

Tra i procedimenti arrivati a fine iter alla data del 30 novembre, il 62% ha fatto registrare un adeguamento spontaneo da parte dei destinatari della comunicazione di avvio; il 29% è sfociato nell’adozione da parte dell’Autorità di un ordine di blocco del DNS dei siti segnalati; il 9% è stato archiviato dalla Commissione per i servizi e i prodotti.

C’è da dire infine che il Regolamento Agcom, criticato da varie parti della società e del mercato (Sky Italia compresa), è attualmente sotto giudizio secondo disposizioni del Tar del Lazio sulla base dei ricorsi presentati da innumerevoli associazioni di consumatori e di categoria, e sarà vagliato dalla Corte Costituzionale per una possibile incostituzionalità delle norme che potrebbero ledere alcuni diritti fondamentali come la libertà di stampa  e la libertà di espressione.

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