Chili Tv raggiunge i 400 mila utenti e si espande in Europa

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La tv on demand online italiana Chili Tv raggiunge i 400 mila utenti e si prepara all’espansione europea. Lo ha confermato nei giorni scorsi il presidente Stefano Parisi: «Entro Natale entriamo sul mercato austriaco. Poi entro i primi mesi del 2015, nell’ordine in Polonia, Germania e Gran Bretagna».

Una mossa preparata la scorsa estate con l’aumento di capitale da 8 milioni di euro che ha portato nella compagine societaria una serie di azionisti, tra cui Claudio Sposito, Francesco Trapani, Antonio Belloni, Arnaldo Borghesi, Bianca Passera, Lauro Buoro e Giuseppe Ambrosi. La tv online, nata dalla piattaforma IPTV di Fastweb, può vantare attualmente 20 mila nuovi utenti al mese, ricavi raddoppiati rispetto allo scorso anno (circa 5 milioni), e un bilancio che ha iniziato a generare cassa. Offre un catalogo di 4.500 film e diverse serie tv in pay-per-view (senza abbonamenti) e soprattutto una piattaforma di distribuzione e billing che sta confermando le sue potenzialità.

Chili Tv ha recentemente stretto accordi con Samsung, che ha il 60% di quota di mercato delle tv connesse, e ora con Google, che ha permesso all’app di Chili di entrare accanto a YouTube in Chromecast, la chiavetta HDMI che trasforma in una smart tv anche i televisori non connessi e che, lavorando in simultanea con la rete wi-fi domestica e con smartphone e tavolette Android, permette di vedere sulla tv i video streaming scaricati dai terminali mobili degli utenti.

«Siamo la prima Over The Top italiana per numero di clienti e per offerta. – ha dichiarato Parisi – Il nostro però è uno dei Paesi dove la familiarità all’uso della smart tv per vedere un film in streaming è indietro rispetto a quasi tutt’Europa. In Italia solo il 30% delle televisioni smart vendute sono connesse a Internet. In Germania e in Gran Bretagna sono a più dell’80%. È per questo che guardiamo ai mercati esteri, tra cui quello tedesco e quello inglese che stanno crescendo rapidamente, anche grazie alla presenza di Netflix». Chili Tv non teme la concorrenza di Netflix, assicura Parisi: “Al contrario, vediamo con favore il suo arrivo. Avere un grande operatore che entra con un’offerta importante obbligherà il mercato ad aprirsi, il che per noi è vitale”.

Funziona anche il modello di business di co-marketing che Parisi sta attuando con Barilla, Eni, Feltrinelli, Esselunga, Conad, Carrefour, Panorama e Trony. E con la catena di sale cinematografiche Uci Cinemas: «Chili propone agli utenti, oltre ai film più recenti, altri titoli di film ormai fuori dalla programmazione delle sale che hanno perso o che potrebbero voler rivedere. In questo modo valorizziamo la coda lunga dei titoli delle major, diamo valore alle carte fedeltà, in questo caso di Uci, e contribuiamo a profilare i loro utenti in modo più rapido e preciso», spiega Parisi.

«Iniziamo in Austria e in Polonia perché sono mercati relativamente più nuovi. – sostiene Parisi – In Austria è appena sbarcata Netflix e c’è già un operatore di tv on demand “quasi” locale, come la tedesca Maxdome. In Polonia ci sono ancora pochi operatori. Stiamo stringendo accordi con i partner commerciali locali e anche con i fornitori di contenuti video locali, tv e produttori indipendenti, per caratterizzare il nostro catalogo. Poi offriremo il nostro servizio in Germania e in Gran Bretagna, mercati con potenziale molto maggiore, che hanno dinamiche competitive più complesse ma con tassi di crescita decisamente più elevati».

L’obiettivo di Chili Tv è di arrivare a 7 milioni di clienti in Europa con ricavi previsti per il 2018 di 198 milioni (nel 2013 sono stati 1,9 milioni). «Prevediamo che alla fine del 2018 l’Italia rappresenterà il 20% del nostro fatturato», afferma Parisi. Il passo successivo sarà la quotazione in Borsa. «È un progetto a cui stiamo pensando seriamente. – conferma Parisi – Se avremo successo nei quattro Paesi dove stiamo entrando, avremo bisogno di finanziarne l’apertura in molti altri. Per l’Ipo abbiamo tempo fino al secondo semestre 2016».

Fonti: Repubblica Affari&Finanza | Prima Comunicazione

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