Numerazione LCN, CdS blocca il commissario ad acta. ReteCapri: chiederemo i danni

lcn telecomando digitale terrestreLa vicenda della guerra del telecomando del digitale terrestre non sembra avere fine. Tra ricorsi e sospensive infinite continua il pasticcio dei numeri LCN.

Giovedì scorso la Terza sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza 05041 del 09/10/2014, depositata in cancelleria il giorno successivo, ha sospeso le attività del Commissario ad acta almeno fino alla fine di novembre. I giudici hanno accolto, almeno parzialmente, le motivazioni dell’emittente Telenorba, che chiedeva, oltre al numero 9, anche il numero 8 (Mtv) della numerazione automatica della tv digitale terrestre (LCN).

Il Consiglio di Stato ha deciso di fermare l’attività del commissario Marina Ruggieri, il quale nelle determinazioni numero 2 e 3/2014 del 28/03/14 aveva stabilito per le tv nazionali generaliste il range LCN 1-8 spostando la sola posizione numero 9 a favore delle tv locali (ora occupato da Deejay tv).

Nonostante l’inammissibilità dei ricorsi presentati da Agcom e Ministero dello sviluppo economico (con l’aggiunta poi di altri operatori fra cui All Music-Espresso per Deejay Tv e Mtv) nella sentenza 4541 di settembre, il tribunale amministrativo ha bloccato il lavoro di riforma del commissario che ha il compito di riassegnare (forse) le numerazioni incriminate alle televisioni locali.

Nel maggio scorso il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza 6021, che ha bocciato l’operato dell’Agcom sul Piano LCN (annullando la delibera N. 366/10/CONS), per un errore di forma, illudendo molti operatori tv nazionali. Ma per i giudici la documentazione criticata da Agcom e Ministero e Mtv, cioè quella tabella sulle abitudini dei telespettatori in tema di ordinamento dei canali presentata da Telenorba, non ha influito sulla valutazione finale e non è stata decisiva nella formazione del giudizio.

Vibranti le proteste di ReteCapri che in una nota ha commentato ieri: «Stiamo valutando assieme ai nostri legali l’avvio per la richiesta di risarcimento danni nei confronti di chi ha ideato il disastro con la delibera N. 366, causa di discriminazione e successiva montagna di contenzioso tra ricorsi e sospensive infinite». «I ricorsi di Agcom, MISE e Mtv respinti dal Consiglio di Stato circa l’annullamento della delibera Agcom 366, la prima normativa sull’LCN, avevano consentito la ripresa dei lavori del Commissario ad acta, Marina Ruggieri, per regolare la materia sulla base delle pronunce di Tar e Consiglio di Stato. Uno stop – spiegano da ReteCapri – che aveva prolungato l’agonia per le tv illegittimamente danneggiate da oltre 4 anni di illegalità sul telecomando oltre che posticipato il varo della nuova normativa LCN sulla base delle determinazioni commissariali».

«Purtroppo la telenovela non sembra avere ancora un epilogo. – continuano da ReteCapri – A questo punto i tempi continuano a dilatarsi. Una situazione pienamente insostenibile poiché è da ricordare che i giudici del Tar prima e quelli del Consiglio di Stato poi, avevano espressamente indicato il carattere di urgenza con cui si sarebbe dovuto procedere, proprio perché numerose emittenti locali e nazionali, tra cui ReteCapri stessa, hanno e stanno continuando a subire danni economici e di immagine incalcolabili derivanti da posizioni discriminatorie».

«Posto che questa decisione del Consiglio di Stato fornisce il colpo di grazia per Mtv e Deejay Tv ingiustamente premiate dalla scellerata delibera Agcom N. 366, sfrattandole definitivamente dal primo range previsto per le tv nazionali ex analogiche a carattere generalista, resta di fatto il prolungarsi dello stallo in attesa che si possa finalmente arrivare alla determinazione finale del Commissario, e ai successivi iter burocratici per l’assegnazione finale delle numerazioni».

Fonti: newslinet.it | corrierecomunicazioni.it | positanonews.it

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