Rai, contro l’evasione del canone spunta la tessera prepagata

canone-raiUna tessera prepagata, come Sky o come Mediaset Premium, per sconfiggere l’evasione del canone.

E’ questa la proposta, forse bizzarra, sicuramente interessata, fatta dall”editore di Primocanale, Maurizio Rossi, senatore della Repubblica e membro della Commissione di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, presentata al viceministro all’Economia Enrico Morando e al sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli.

Una smart card, che in effetti esiste già per la piattaforma satellitare Tivù Sat, che potrebbero ricevere tutti gli abbonati (cioè quelli in regola con il versamento dell‘imposta per il possesso della tv) e che, una volta inserita nelle tv o nei decoder del digitale terrestre, consentirebbe l’accesso a tutte le trasmissioni Rai. Non tutti i programmi potranno essere criptati, spiega l’editore Rossi intervistato da il Tempo,«ma solo alcuni, come le partite o i film», .

 «E la card non deve essere intesa come come un sistema coercitivo, quanto piuttosto come un modo per responsabilizzare l’utente, facendogli capire che conviene essere in regola con il canone. E sarebbe certamente un sistema migliore dell’attuale, con il quale si chiede ai cittadini di pagare senza alcuna spiegazione sul perché. Ed è anche sparito, con le mie proteste, il bollino blu nei programmi, quello che avrebbe dovuto permettere di distinguere tra le trasmissioni realizzate grazie al canone e quelle finanziate invece con la pubblicità».

La proposta puzza, come al solito, di conflitto di interessi, proprio nei giorni in cui il sottosegretario alle Comunicazioni Giacomelli ha annunciato una «rivoluzione» per il canone, che cambierà radicalmente, a prova di evasione (non pagano la tassa il 26,5% delle famiglie), e sarà flessibile e basato sui consumi. La smart card della Rai, che potrebbe sfruttare le tecnologie già usate sulla piattaforma satellitare di Tivù Sat (il sistema di accesso condizionato Nagravision), pone però dei limiti tecnici all’utente finale, che sarebbe costretto a dotarsi di apparecchi compatibili per le tessere tv.

Per il momento pare solo una proposta, «ma comunque è certo che Viale Mazzini deve cambiare – spiega Rossi – perché il 6 maggio 2016 scade la convenzione Stato-Rai e non è possibile, come ipotizzano alcuni, un semplice rinnovo». Il senatore infatti ha richiesto un parere sull’argomento allo studio legale Loiodice che, nero su bianco, ha dichiarato che «entro il 6 maggio 2016 lo Stato deve stabilire, nei bandi e nei capitolati, le modalità dell’affidamento del servizio pubblico locale e nazionale».

Si tratterà di una gara europea alla quale «potranno partecipare tutti i soggetti – spiega Rossi – che si deve cominciare a preparare da subito e alla quale la Rai si deve presentare pronta. Altrimenti non avrà alcuna possibilità di spuntarla nei confronti di altri concorrenti. Che – aggiunge il senatore – hanno tagliato in questi anni di crisi il 20% dei loro costi. Un taglio di 150 milioni, quello previsto dalla spending review, per la Rai rappresenta invece solo il 6% dei ricavi. Viale Mazzini potrebbe fare addirittura di più».

«La Rai – prosegue Rossi – deve cominciare a vivere nella realtà. Il canone del futuro non sarà, come oggi, i costi dell’azienda divisi per il numero di coloro che devono pagare. Ma piuttosto il risultato di una serie di offerte fatte da soggetti che possono garantire la comunicazione a costi più bassi». Per il momento, invece, il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini ha chiesto al dg Gubitosi di esplorare la vendita di quote di Rai Way, la società che gestisce gli impianti di trasmissione. Un provvedimento al quale Rossi si è detto profondamente contrario perché «non risolve i problemi… anzi».

Fonte: il Tempo

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