Cairo Communication: utile netto a 4,9 mln nel primo trimestre

urbano-cairo-presidente-torino_10479163_980x980Cairo Communication chiude il trimestre con un utile netto di 4,9 milioni, in crescita del 30% circa dai 3,8 di un anno prima, e porta in positivo l’Ebitda di La7, entrata nell’area di consolidamento dal primo maggio scorso.

I ricavi lordi consolidati sono saliti dell’1,5% a 68,5 milioni, dice una nota ricordando che l’acquisizione di La7 non ha comportato una variazione significativa perché oltre il 90% dei ricavi dell’emittente è riconducibile alla raccolta pubblicitaria già prima effettuata da Cairo Communication. L’Ebitda consolidato è stabile a 5,8 milioni, l’Ebit è sceso a del 7% a 4,7 milioni.

Tornando a La7, l’Ebitda e l’Ebit si sono attestati a 0,8 e 0,3 milioni e la gestione, sottolinea la nota, non ha sostanzialmente assorbito cassa (114,1 milioni la posizione finanziaria netta positiva al 31 marzo). Nel primo trimestre 2013 il gruppo tv, allora in mano a TI Media, aveva un Ebitda e un Ebit in perdita per 15,8 e 24,5 milioni. La raccolta pubblicitaria sui canali La7 e La7d, pari a 40,1 milioni, segna una crescita di oltre il 5%.

Per il resto dell’anno, salvo restando l’imprevedibile evoluzione della congiuntura economica, il gruppo «considera realizzabile l’obiettivo di continuare a conseguire risultati gestionali positivi» nei suoi tradizionali settori di attività (editoria periodica e raccolta pubblicitaria), e sulla tv punta a «consolidare i risultati degli interventi di razionalizzazione e riduzione dei costi realizzati nei primi undici mesi di attività». Un piano di tagli che però ha causato le proteste e la mobilitazione dei dipendenti di La7 il 9 maggio scorso (90% di adesioni) per il “disinvestimento nei settori produttivi vitali dell’azienda”.

A protestare sono stati i lavoratori non giornalisti che chiedono il riconoscimento dell’integrativo aziendale, comprensivo per esempio di buoni pasto, anche per i neoassunti e i lavoratori con contratto a termine. Le trattative fra azienda e sindacati si sono poi arenate attorno al riconoscimento di un premio di produzione che, con Telecom Italia Media, non mancava.

Attraverso un nota i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uilcom e le Rsu de La 7 hanno puntato l’indice contro l’azienda che “prevedendo l’alta adesione dei lavoratori e delle lavoratrici di La7 ha inoltre predisposto la preventiva registrazioni di alcuni programmi e lo spostamento delle attività telegiornalistiche su sedi esterne e tramite l’utilizzo di service”. A questo poi si sono uniti le proteste dei giornalisti, che non hanno scioperato ieri, ma hanno affidato al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero. I giornalisti, si legge nella nota del cdr, “chiedono la corretta applicazione del contratto giornalistico tutt’ora disatteso”. Qui a mancare è il riconoscimento di un’indennità per il lavoro domenicale.

Fonti : ilsole24ore.com | borsaitaliana.it.reuters.com

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