Digitale terrestre Spagna, il costo della liberazione delle frequenze tv

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Gli utenti della tv digitale terrestre spagnola pagheranno di tasca propria la razionalizzazione del dividendo digitale. E secondo la rivista El Economista, le famiglie spagnole dovranno sobbarcarsi un costo pari a 200 milioni di euro in totale per tornare a ricervere i canali tv.

Lo Stato Spagnolo si avvia infatti a liberare entro il 2015 le frequenze tv della banda 800 MHz, già liberate in Italia, per riassegnarle agli operatori della telefonia mobile che le sfrutteranno per la banda larga mobile. Secondo El Economista, la liberazione delle frequenze costringerà i telespettatori ad adeguare gli impianti d’antennea tv di oltre 8 milioni di case in Spagna. Secondo le stime del governo spagnolo i costi dei lavori tecnici sulle antenne tv (soprattuto per gli impianti centralizzati e condominiali) si aggirano intorno ai 20/23 euro per nucleo familiare, pari a circa 200 milioni in totale.

Tuttavia, l’associazione delle tv private UTECA ritiene che le cifre comunicate dal governo di Mariano Rajoy Brey siano ampiamente sottostimane, aggiungendo che il costo per famiglia potrebbe facilmente raggiungere i 200 euro e potrà interessare i due terzi della popolazione della Spagna, cioè 17 milioni di famiglie.

Dall’ultimo governo spagnolo, guidato da José Luis Rodriguez Zapatero, il piano di riorganizzazione delle frequenze del dividendo digitale ha subito alcuni cambiamenti. E’ stato previsto un ingente indennizzo (800 milioni di euro) per il cambio d’uso dello spettro, interamente finanziato dallo Stato, e in seguito all’asta per le frequenze per la bandalarga mobile, lo Stato spagnolo ha incassato 1,9 miliardi di euro. Ma la crisi economica ha portato allo sviluppo di una nuova tabella di marcia che taglia in modo significativo la spesa e che lascia i costi di questo passaggio a carico dei contribuenti e dell’industria televisiva. Le emittenti private, per esempio, ora saranno tenute a pagare il costo della trasmissione in simulcast durante la migrazione dei loro segnali televisivi.

Fonte: broadbandtvnews.com

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