Digitale terrestre Brescia: proteste in alta Valcamonica per assenza canali Rai

Da Malonno a Ponte di Legno in Valcamonica niente segnale tv. Malumori e proteste dei residenti e dei turisti.

In Alta Valcamonica, in provincia di Brescia, i cittadini protestano per il disservizio tv che affligge il territorio dal passaggio al digitale terrestre, soprattutto in queste ultime settimane contraddistinte dallle scadenze del pagamento del canone tv.

Nella zona tra Malonno sino a Ponte di Legno-Tonale, a San Pietro-Aprica si ricevono solo i primi canali Rai (il mux 1 con Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai News). E come se il digitale terrestre con la sua offerta da 14 canali della tv pubblica non fosse mai arrivato. I tecnici dei comuni coinvolti denunciano la mancanza dei ripetitori tv. Dalla sede di Milano di Rai Way scaricano le responsabilità sulla sede centrale a Roma.

L’area oscurata è coperta da un unico ripetitore Rai collocato sul Monte Crèo, cioè sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo e la conformazione del territorio rende assai difficile la diffusione del segnale appena oltre il comune di Breno. Più a nord una serie di sette piccoli ripetitori privati garantisce soltanto la ricezione delle prime reti Rai. Gli esperti assicurano che con 4 o 5 postazioni complete il problema sarebbe sicuramente risolto, ma per ognuno sono necessari almeno 21 mila euro.

Le proteste dei residenti hanno spinto l’Unione dei Comuni dell’Alta valle, guidata dal sindaco di Vione Mauro Testini, a farsi carico della questione e a sollecitare viale Mazzini. Così come sono stati già interessati in passato alcuni parlamentari. Ma la Rai, come abbiamo già visto in questi anni, non sembra interessata ad investire sulle zone marginali e con pochi residenti del Paese.

Fonte: il Giornale di Brescia

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