Digitale terrestre Savona, proteste dalla Val Bormida: “vediamo 3 canali Rai, ma paghiamo per 14”

Da Cengio una denuncia contro la Rai per pubblicità ingannevole? E’ quanto sta valutando un gruppo di residenti, «visto che per la Rai, Cengio e metà della Val Bormida sono abitati da cittadini di serie B, ai quali deve andare bene vedere solo 3 canali, come ai tempi dell’analogico, ma pagare come tutti quelli che possono accedere a ben 14 canali in chiaro».

Un’ingiustizia per la quale i cittadini si sono rivolti anche al sindaco, Sergio Marenco, che ha contattato la sede Rai genovese. Spiega: «Mentre il versante cairese-carcarese è servito dal ripetitore di Altare che capta tutta l’offerta Rai, la strumentazione installata a Cengio, una volta spento il ripetitore analogico, consente di vedere i primi 3 canali e Rai News (il mux 1 Rai – ndr), e niente altro. A Millesimo la situazione è migliore perchè è stato installato una sorta di ripetitore privato: ho chiesto se la Rai non avrebbe potuto fare in modo che anche il segnale di Cengio si allacciasse a quello (costo circa 10 mila euro) ma mi hanno detto che non è possibile, essendo, appunto, un’apparecchiatura privata; mentre per avere un ripetitore Rai all’altezza l’investimento supera i 90 mila euro e la Rai non intende o non può impegnarsi in tal senso. Del resto – prosegue – hanno anche sottolineato che il canone è una tassa sul possesso del televisore, come il bollo per l’auto, a prescindere se si usa per vedere la Rai e quanti canali si vedono».

I cengesi contestano: «E’ come se lo Stato permettesse che un pacchetto di sigarette, il cui prezzo è controllato dal Monopolio e quindi è uguale in tutta Italia, a Savona contenesse 20 sigarette, ma a Cengio solo 4, e ciò nonostante devo pagare il prezzo pieno imposto». Non solo: «Negli spot che stanno andando in onda in questi giorni, il messaggio è ingannevole. Si esaltano i 14 canali tv».

Fonte: lastampa.it

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