Digitale terrestre Latina: niente Rai a Cori, parte la rivolta contro il canone

Nel piccolo centro di Cori, in provincia di Latina, è scoppiata una rivolta in nome della tv: non si ricevono da tanti mesi i canali Rai, quindi non si paga più il canone.

Nonostante i ripetuti solleciti indirizzati dal Comune a Rai Way, nonostante un sopralluogo dei tecnici della tv pubblica, nonostante l’installazione a spese della comunità di un ripetitore su un terreno donato da un residente, il segnale della Rai latita da più di due anni.

A guidare la protesta degli utenti arrabbiati è l’assessore all’Innovazione Tecnologica del Comune di Cori, Fausto Nuglio, che ha lanciato un nuovo slogan (di contro a quello dello spot dell’abbonamento tv): «Il canone si deve.. solo se si vede». Gli abitanti di alcuni quartieri di Cori Monte e Cori Valle sono letteralmente infuriati con Viale Mazzini per l’impossibilità di vedere tutti o una buona parte dell’offerta tv pubblica, nonstante il pagamento del canone. E stanno organizzando una raccolta firme per protestare contro la televisione di Stato, che pubblicizza un prodotto che non è in grado di garantire. Gli abbonati residenti ora minacciano lo sciopero del canone.

Una protesta sostenuta fortemente anche dal Comune. L’assessore Nuglio ha portato avanti in questi anni numerosi solleciti a Rai Way, ottenendo un anno fa un sopralluogo dei tecnici Rai presso il ripetitore tv di via Fontana del Prato, che hanno riscontrato la necessità di un adeguamento del segnale. L’impianto è stato peraltro costruito con un’autotassazione di un gruppo di cittadini e con il contributo di una banca locale, su un terreno donato da un privato.

Ora l’amministrazione comunale ha annunciato che chiamerà in causa il Ministero dello sviluppo, la Regione Lazio e il Corecom Lazio. In questi primi anni successivi al passaggio alla tv digitale terrestre, la Rai dimostra ancora una volta un totale disinteresse ad investire sui piccoli comuni e su moltissime aree montane.

Fonte : Latina Oggi

Scritto da