Fallimento Sportitalia. In onda Sport 1, ma giornalisti e tecnici rischiano ancora il posto

Sportitalia, la tv sportiva  fondata nel 2003  da Tarak Ben Ammar e TF1, ha chiuso definitivamente i battenti. E al suo posto è arriva Lt Televisioni srl (Gruppo Lt Multimendia) che ha siglato un accordo di partnership editoriale e commerciale con Sitcom Media srl (Gruppo Sitcom), rilevando da Edb Media srl il ramo d’’azienda relativo ai canali 60, 61, 62 del digitale terrestre. I dipendenti ex Sportitalia, dal personale giornalistico, a quello tecnico e amministrativo, hanno dichiarato di ritravarsi ad essere venduti a loro totale insaputa e senza alcuna informazione circa la nuova proprietà.

Dal Comunicato del 9 novembre 2013 dei sindacati RSA, SLC-CGIL Milano:

Nell’articolo (pubblicato a pag. 20 della Gazzetta dello Sport di mercoledì 6 novembre) è stato dichiarato, che Lt Televisioni avrebbe mantenuto per intero la redazione composta da 35 giornalisti di EDB-Media “ex Sportitalia” precedente veste editoriale.

Finalmente una bella notizia! Avevano pensato i lavoratori in un primo momento. Tuttavia immediatamente dopo i lavoratori, le RSA e la OS si chiedevano perché alcune informazioni venissero divulgate a mezzo stampa e non attraverso fonti aziendali e luoghi deputati a tal fine. Tanto più che avrebbe dovuto essere interesse della società rassicurare i propri dipendenti. Purtroppo, nel frattempo, questa “curiosa” strategia di comunicazione è stata smentita da fonti ufficiali. In un incontro tenutosi il 7 novembre fra le RSA, la OS e l’azienda, alla presenza del dott. Fabio Canovi AD di EDB MEDIA srl ed EDB SERVICE srl e di Orienta Partners, incaricata da LT TELEVISIONI della ristrutturazione delle menzionate società, diversamente da quanto affermato sulla “Gazzetta dello Sport” solo un giorno prima, è emersa una situazione molto più delicata.

In primo luogo il piano di ristrutturazione aziendale ad oggi non è stato ancora approntato e di conseguenza nemmeno quello editoriale. Quindi è stato affermato che non è possibile, allo stato attuale, sapere, se e quanti lavoratori potranno proseguire la propria prestazione con EDB MEDIA srl ed EDB SERVICE srl o altre società del Gruppo LT Media. Al contrario, a detta dell’azienda, sarà necessario un profondo adeguamento del perimetro occupazionale “con morti e feriti”. Ad aggravare la situazione si sottolinea come EDB MEDIA e SERVICE srl non abbiano ad oggi disponibilità finanziaria per provvedere al pagamento delle spettanze arretrate dei lavoratori, e che tutta la forza lavoro non può attualmente essere impiegata in quanto l’attività editoriale e produttiva è ferma.

In un contesto così grave spiace che siano circolate notizie a mezzo stampa circa il futuro dell’ex “Sportitalia” senza il necessario confronto con i lavoratori direttamente interessati. Affermato ciò e volendo andare oltre ad alcune domande che rimangono aperte, ci permettiamo di elencare alcuni punti non citati nell’articolo, ma che secondo noi sono importanti.

1. Si fa riferimento ai 35 giornalisti, ma non ai 50 tecnici il cui futuro non viene mai preso in considerazione. Forse perché figli di un dio minore?

2. Giornalisti e tecnici messi unilateralmente in ferie forzate. Una scelta non condivisa a cui sono seguite azioni di contestazione collettiva nella giornata del 4 novembre ’13.

3. Nulla si dice nell’articolo dei lavoratori precari (chissà se compresi tra i 35 giornalisti) che purtroppo non hanno voce e sono sempre i primi a perdere le certezze minime di sopravvivenza.

4. In data 31 ottobre LT TELEVISIONI srl (Gruppo LT MULTIMEDIA) ha comunicato (sulla home page del suo sito) di avere siglato un accordo di partnership editoriale e commerciale con SITCOM MEDIA srl (Gruppo Sitcom), la Società che ha rilevato da EDB MEDIA srl (dove sono collocati i giornalisti ex SportItalia) il ramo d’azienda relativo ai canali 60, 61, 62 del digitale terrestre. E’ noto che SITCOM MEDIA è in crisi tant’è che 96 lavoratori sono in CIGD.

5. L’attività editoriale è cessata a Milano, sui canali passano commenti senza la voce dei giornalisti della redazione milanese, tranne rarissime eccezioni. Essi di fatto non possono svolgere la propria attività. Lo stesso dicasi dei tecnici milanesi che essendo legati a doppio filo alla produzione redazionale ed alla messa in onda dei programmi non possono al momento espletare il proprio lavoro.

Tutto ciò senza voler polemizzare, ma solo per fornire alcuni dettagli per completezza d’informazione. Crediamo che una situazione così incerta meriti attenzione e sensibilità, perché non sono coinvolti solo i lavoratori, ma anche il futuro delle loro famiglie e quindi l’intera collettività.

I lavoratori, le RSA, la SLC-CGIL

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