Tv locali: REA, emittenti lanciano appello a unità categoria

Roma – «Il Meeting che si è tenuto a Bologna il 27 settembre 2013, in occasione dell’IBTS (Italian Broadcast & Technlogies Show), non è stato il solito monologo di un relatore e di una silenziosa platea che pazientemente ascolta senza diritto di parola. Tanto meno è stato la consueta passerella di politici e personaggi pubblici. E’ stato un fruttuoso incontro di lavoro, a più voci, che ha visto fissare i punti cardine per rilanciare il settore delle tv locali verso nuovi traguardi superando le incancrenite diffidenze nelle relazioni sindacali e le paure della crisi». Lo comunica la REA (Radio Televisioni Europee Associate) in una nota.

«Sono stati proprio questi due ultimi aspetti gli elementi di “massima attenzione” quando si è parlato della “necessità” di “unire le forze” delle associazioni su temi comuni alla categoria per portarli a positiva soluzione. Come? Quando? Sul come, il Meeting ha suggerito di stendere la Piattaforma Radiotelevisiva in modo “aperto” da sottoporre al dibattito con le emittenti e tra le Associazioni di buona volontà che credono nel “bene comune” della categoria e che siano consapevoli che “dalla crisi si esce solo se si ha la forza di superare i contrasti e se si è uniti nelle battaglie associative». Sul quando, il Meeting ha fatto proprio l’assunto latino “senza por tempo in mezzo” cioè, subito, senza perdere ulteriore tempo».

Pertanto, la REA ha invitato formalmente le Associazioni Aeranti-Corallo e FRT al primo incontro preliminare da realizzarsi lunedì 7 ottobre – ore 13.45 – (o in altra data da concordare) presso la sede del Dipartimento Comunicazioni – viale America 201 – Sala Rossa B336. La REA si accosta al primo incontro unitario, nella speranza che venga accolto, senza pregiudiziali di sorta che non siano quelle legate a conseguire i seguenti obiettivi di comune interesse per la categoria:

  • salvare le imprese televisive e i livelli occupazionali dalle conseguenze negative dello Switch-off: ripianificare si può e si deve;
  • collocazione LCN delle emittenti storiche analogiche di seguito alle emittenti storiche nazionali con priorità assoluta alla storicità di presenza sul territorio, e con equa considerazione fra le emittenti regionali e quelle pluri provinciali;
  • proposte per la chiusura del contenzioso giudiziario relativo all’assegnazione delle frequenze televisive e alle graduatorie dei bandi;
  • ipotesi di equo indennizzo per il rilascio volontario delle frequenze televisive;
  • proposte per rilanciare la Radio Digitale DAB+ sull’intero territorio nazionale mediante adeguati incentivi economici per stimolare l’evoluzione tecnologica della FM;
  • proposte per indagini di ascolto trasparenti e veritiere, come le emittenti e gli inserzionisti richiedono, per dare fiducia al mercato della pubblicità e ai consumatori;
  • sostegno economico agganciato al canone RAI per il servizio pubblico svolto dalle emittenti locali nel territorio;
  • proposte di revisione della Legge 122/98 nella logica di “compatibilizzare per pianificare la FM”;
  • proposte per regolamentare il rilascio delle licenze SIAE e diritti connessi;
  • istituzione di un tavolo comune di lavoro per accordi unitari tra le associazioni;
  • richiesta al Ministero e all’Autorità di istituire un tavolo permanente di consultazione con le associazioni di categoria per un preventivo parere sulla formazione delle normative del settore;
  • richiesta alle Regioni di istituire tavoli regionali di consultazione con la partecipazione delle associazioni di categoria, Ispettorati e Corecom per la corretta applicazione della normativa in vigore e per la elaborazione di proposte per il sostegno dell’emittenza locale nel territorio».

«Al fine di venire incontro alla auspicata “azione unitaria delle associazioni”, le emittenti possono contribuire con un proprio parere in merito agli undici temi proposti scrivendo a info@reasat.it e/o agli indirizzi dell’associazione di appartenenza. La Piattaforma Radiotelevisiva Locale verrà formalizzata al Governo, all’Autorità, alle Commissioni parlamentari di Camera e Senato, alle Forze politiche e alle competenti Istituzioni (Dipartimento Editoria, Regioni, Corecom, Siae, Enti pubblici e privati dell’indotto)».

Fonte: Agenparl

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