Diritti Tv Calcio: Img si propone come advisor della Lega A

A sole 48 ore dall’assemblea della Lega Calcio giunge un’offerta che potrebbe rivoluzionare il mercato del pallone governato sino ad oggi per i diritti tv dal sistema Bogarelli-Silva: il principale concorrente del consulente Infront, Img, ha mandato ieri al presidente Maurizio Beretta una «Manifestazione di interesse al ruolo di advisor della Lega».

Siamo quindi alle soglie di una guerra tra giganti. Forte della lettera inviata sempre alla Lega da sette club in cui si chiedeva una ricognizione sui benchmark internazionale e sui risultati effettivi di Infront a ridosso della discussione sui diritti delle prossime stagioni a partire dal 2016, Img ha piazzato l’assist chiedendo ufficialmente quale sarà l’iter per partecipare alla selezione del nuovo incarico. Si è dunque rivelato un boomerang il tentativo di blitz, orchestrato a luglio.

Img ricorda che nel precedente bando del 2008 partecipò offrendo un minimo garantito di 860 milioni ma che, nel frattempo, la società «ha rafforzato la sua posizione di leader mondiale». Infront, controllata dal fondo Bridgepoint, aveva vinto al tempo grazie a un minimo garantito più elevato di 910 milioni, una posizione che si appoggia su una lettera di patronage che però nemmeno i club hanno visto.

In ogni caso il meccanismo del contratto garantisce a Marco Bogarelli, uomo vicino a Galliani che iniziò a lavorare con lo stesso Riccardo Silva attraverso la Media Partner acquistando i diritti tv del Milan, circa 35-40 milioni annui. La prima fetta sopra i 910 milioni infatti va a Infront. Da una certa soglia in poi inizia invece una revenue sharing. Se si sommano a queste cifre i margini enormi di Silva che con la sua Mp Silva gestisce i diritti tv esteri il risultato strabiliante è che la coppia — che condivide anche l’avvocato Antonio D’Addio oltre a delle garanzie nella società in difficoltà Sportitalia del fratello di Marco, Bruno Bogarelli—è il «team» che sulla serie A guadagna di più.

Peraltro in Lega sono attesi i documenti che attestino i business in giro per il mondo di Silva. In tutto questo, per quanto riguarda il mercato interno dei diritti tv della Serie A che muove circa un miliardo l’anno, sorge spontanea una domanda: con solo due grandi big acquirenti (Sky e Mediaset) che bisogno c’è di un advisor? La ricca Premier League, tanto per fare un esempio, usa un consulente pro tempore (Wasserman) per le aste. Risparmiando decine di milioni di euro.

Fonte: Il Corriere della Sera

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