Digitale terrestre Piemonte: troppe le zone oscurate, l’Uncem chiede fondi alla Regione

A Varallo, nel vercellese, e nelle zone limitrofe il 76% degli utenti tv maledice il passaggio dal segnale analogico al digitale terrestre. Dal lontano novembre del 2010, data del fatidico Switch-off per i comuni della provincia di Vercelli, centinaia e centinaia di persone lamentano problemi di ricezione del segnale tv.

Ma i problemi sono diffusi in molti comuni montani della zona. «Il segnale Rai che viene a mancare in tutto il paese. Lo abbiamo fatto presente ma non è cambiato nulla. Eppure il canone lo paghiamo con regolarità: è il servizio che manca», scrivono a La Stampa da Scopello, in alta Valsesia. Lì vicino, a Sabbia, stanno raccogliendo le firme per segnalare i disservizi a cui sono costretti residenti e villeggianti. Ma non solo: in tutta questa valle la protesta sta salendo, giorno dopo giorno. Inoltre, dopo il passaggio al digitale, in alcune zone di Vercelli e Novara gli utenti non riescono più a vedere il TG3 Regionale del Piemonte ma solo quello lombardo.

Insomma in tutto il Piemonte è la montagna che sta pagando il prezzo più alto della «rivoluzione» della televisione. Come a Grignasco, provincia di Novara, a Borriana (Biella), in Valle Stura e nell’Ossolano, nel Vco. In Val Cerrina e nel Gaviese, nell’Alessandrino. Nel Cuneese, a Villanova Mondovì, e in tanti altre valli piemontesi, per evitare il disagio e per tornare a vedere i canali Rai e molti altri del digitale terrestre, è d’obbligo installare una parabola ed acquistare decoder e tessera della piattaforma alternativa Tivù Sat.

Le Comunità montane nel maggio del 2009 lanciarono con forza l’allarme: «I nostri territori potrebbero avere difficoltà nell’affrontare il passaggio dalla televisione analogica al digitale terrestre. Rischiamo di non vedere più la televisione per mesi, se non ci sarà una corretta informazione sulla trasformazione in corso». In molte aree, proprio i ripetitori pagati, gestiti e presidiati dalle Comunità montane hanno garantito copertura del segnale. La Regione Piemonte è intervenuta nei primi tempi stanziando risorse per l’adeguamento dei ripetitori. Negli ultimi due anni purtroppo tutte le politiche per il superamento del digital divide – che riguardino internet e tv – si sono affievolite. E solo il Corecom Piemonte ha lanciato nei mesi scorsi una mappatura del territorio per verificare copertura e qualità del servizio.

A più di un anno dallo Switch-off (terminato in tutta Italia nel luglio del 2012) molti utenti arrabbiati ritengono che l’unica soluzione sia quella di intraprendere un’azione comune, magari facilitata dal nuovo corso degli enti montani. L’Uncem Piemonte (Unione nazionale Comuni Comunità enti montani) si è attivata per colmare il divario che si è creato tra pianura e montagna presentando in Regione un progetto per garantire il segnale tv e le connessioni internet anche nelle aree montane: «Comunicazione e informazione sono ai primi punti del piano, che potrà accedere ai bandi della programmazione 2014-2020 – sottolinea Marco Bussone, funzionario dell’Uncem regionale -. La completa copertura del digitale terrestre è il primo passo. Il secondo è il completamento della rete a banda larga per internet ad alta velocità in tutte le vallate».

Ma non basta: «È importante aprire alle nuove tecnologie, come al collegamento tra satellite e internet. Temi che dovranno vedere impegnate le nuove Unioni di comuni montani: serve tuttavia la garanzia di risorse, che può venire solo da politiche nazionali, sull’Agenda Digitale per esempio, e regionali mirate». Buoni esiti in Piemonte li ha già dati il programma Wi-Pie, una grande infrastruttura digitale di 900 chilometri di fibra ottica: «Un progetto che ha portato una notevole riduzione del divario digitale nelle vallate – continua Bussone -. Deve essere nuovamente finanziato. Le nuovi Unioni montane devono poter occuparsi, con competenze dirette e risorse, dei ripetitori per la tv posti in aree che difficilmente il servizio pubblico e le imprese del settore sono in grado di raggiungere».

Fonte: lastampa.it | cuneocronaca.it

Scritto da