Diritti tv, la Rai si prende le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016

La Rai si accaparra i diritti tv in chiaro della prossima Olimpiade di Rio de Janeiro 2016. Sky cede i diritti dei Giochi al canale di Stato per 60 milioni, la pay-tv manterrà su Cielo le Olimpiadi Invernali di Sochi 2014.

Nelle ore scorse il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha concluso un accordo con Sky, che deteneva i diritti dal lontano ottobre 2008. Si parlò, ai tempi di un valore prossimo ai 155 milioni per i diritti dell’Olimpiade invernale di Sochi 2014 e di quella estiva 2016 di Rio de Janeiro. Oggi l’accordo messo a punto dal vertice della Rai verrà sottoposto al voto del Consiglio di amministrazione sotto la voce «informativa urgente».

Secondo le prime ricostruzioni, la Rai pagherebbe i diritti a Sky per un valore di 60 milioni con un progetto molto ampio: 400 ore di trasmissione (non più 200), l’uso di Rai 2 come canale sportivo e spazi continui su Rai Sport 1 e Rai Sport 2, serate speciali anche su Rai 1: molto di questo materiale apparirà in Alta Definizione. Sky manterrà invece i diritti pieni per l’Olimpiade invernale di Sochi (alla Rai andranno solo gli highlights degli avvenimenti principali), che trasmetterà su Cielo, ovvero il canale satellitare e digitale terrestre in chiaro. E in cambio potrà contare su numerosi spazi pubblicitari Rai. Due interessi che convergono: una politica di revisione delle spese da parte di Sky, sempre più impegnata sulla serialità e meno sui grandi eventi; e il ruolo di servizio pubblico della Rai (basta ripensare alle parole di Malagò) che obbliga viale Mazzini a offrire a chi paga il canone della tv pubblica i grandi eventi mondiali, a partire proprio dallo sport.

La tv di Stato ha inoltre sottoscritto una clausola che impedirà alla Rai di oscurare l’evento (come ora fa per le partite della Nazionale di calcio)  sui canali pubblici satellitari trasmessi sul bouquet di Sky.

La mossa si inserisce nella filosofia della Rai di Gubitosi che ha come rotta il 2016, inteso non come appuntamento olimpionico, ma come scadenza della Concessione Rai-Stato. Traguardo essenziale per il futuro stesso della Rai. Quindi il vertice di viale Mazzini è impegnato sul piano della credibilità come servizio pubblico e in chiaro. Cioè senza pagamenti supplementari rispetto al canone. L’Olimpiade 2016 appare come l’occasione ideale. Al settimo piano di viale Mazzini non si parla di fine del «regime di concorrenza» tra Rai e Sky, che viene considerata come un competitor. Si indica invece la possibilità di raggiungere intese, nel comune interesse, com’è già avvenuto recentemente nel settore della Formula 1. Il voto di oggi in Consiglio è vincolante (la spesa di 60 milioni lo impone). Ma sembra difficile immaginare voci contrarie, proprio per l’importanza che l’Olimpiade ricopre per i teleutenti che pagano il canone.

Fonte: Il Corriere della Sera | Il Messaggero

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