Tv locali, Aeranti-Corallo contesta il nuovo Piano Frequenze Agcom

Le associazioni delle tv locali rinnovano le proteste rivolte al governo e all’Agcom, e chiedono che una quota delle frequenze 700 MHz sia utilizzata per sanare le proprie interferenze. E mentre il bando della famosa asta per le frequenze tv è ancora bloccato a Bruxelles in analisi presso la Commissione europea, Aeranti-Corallo boccia sonoramente  il provvedimento dell’Agcom che prevede, come da accordi internazionali, l’attribuzione dei canali 57, 58, 59 e 60 UHF ai servizi mobili LTE entro il 28 novembre 2015.

E’ in corso la consultazione promossa dall’Agcom per la revisione del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale (PNAF DVB-T) di cui alla delibera n. 300/10/CONS e successive modificazioni. L’Agcom, afferma una nota di Aeranti-Corallo, intenderebbe, infatti, procedere a tale revisione a seguito dell’annullamento del c.d. “beauty contest”, e del successivo provvedimento dell’Agcom di cui alla delibera n. 277/13/CONS (con la quale vengono fissate le regole per l’asta delle frequenze per la tv digitale terrestre per tre reti del dividendo interno).

L’avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, ha dichiarato al riguardo: «Aeranti-Corallo ritiene che l’esclusione dalla radiodiffusione televisiva dei canali 57, 58, 59 e 60 sia, allo stato, illegittima. L’ipotizzata attribuzione di tali canali ai servizi mobili LTE non trova, infatti, alcun riscontro nel Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze o in altre normative nazionali e internazionali. Sul punto, è stato già proposto un ricorso al Tar Lazio».

Rossignoli ha poi aggiunto «Da tutto ciò consegue, a parere di Aeranti-Corallo, che non sussistano i presupposti per alcuna revisione del piano di assegnazione delle frequenze con riferimento a tale problematica. Aeranti-Corallo contesta, inoltre, – ha proseguito Rossignoli – l’utilizzazione delle frequenze del dividendo, non più destinate alla gara (canali 54, 55, 58), per la risoluzione dei soli conflitti interferenziali delle reti nazionali.

A nostro parere, infatti, almeno uno di tali tre canali dovrebbe essere utilizzato, in ossequio alla riserva di legge che destina almeno un terzo delle frequenze all’emittenza locale, per risolvere le gravissime problematiche di coordinamento interno che affliggono le reti locali. Tali problematiche, peraltro, – ha concluso Rossignoli – rischiano di essere ulteriormente aggravate dai nuovi vincoli di protezione del multiplex di servizio pubblico della Rai previsti dalla ipotesi di revisione del piano».

Fonte: aeranti.it

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