Mediaset, parte la sperimentazione del DVB-T2

Anche Mediaset avvia la sperimentazione del nuovo standard del digitale terrestre. Le trasmissioni in DVB-T2 sono partite nell’area di Milano, ed entro fine anno il Biscione conta di coprire la maggior parte della popolazione nazionale.

Il nuovo mux utilizzato è il canale 38 della banda UHF (diffuso dai ripetitori di Valcava e Milano Via Silva), quello dove Mediaset era stata autorizzata a diffondere con lo standard DVB-H per i telefoni mobili. Standard ormai definitivamente fallito. Le nuove direttive comunitarie favoriscono la possibilità, in nome della neutralità tecnologica, di utilizzare diverse modalità di trasmissione, a parte di essere autorizzati a farlo.

Marco Mele da Il Sole 24 Ore riporta che Mediaset ha prima atteso le vicende sulla celebre asta delle frequenze. Quando il secondo Regolamento dell’Agcom – che di questo si tratta, non di una semplice revisione, perché capovolge l’impostazione di quello precedente – ha escluso la partecipazione di Rai, Mediaset e Telecom Italia dalla gara, riservandola ai nuovi entranti e a chi ha una o due reti – sempre che qualcuno partecipi con 30 milioni di euro di base d’asta per un canale di scarsa qualità in VHF, dovendo poi anche realizzare la rete – il gruppo di Cologno Monzese ha deciso di convertire la sua quinta rete digitale dal DVB-H al DVB-T2, a partire dalla sperimentazione su Milano. Una conversione, secondo quanto riporta Mele, autorizzata dal Ministero.

La tecnologia DVB-T2, che la Rai già sperimenta in Valle d’Aosta e che solo Europa 7 utilizza nel mercato tv italiano,  è infatti in grado di far stare su una banda più stretta un maggiore numero di canali: all’interno dello stesso multiplex sarà possibile avere fino a 6 canali in alta definizione contro i 2 attuali. Lo standard del futuro inoltre, unito ad altre tecnologie e protocolli, migliora in modo significativo la qualità del video e dell’audio, con una maggiore stabilità del segnale, utilizzando tra l’altro un numero inferiore di impianti di trasmissione e riducendo quindi l‘inquinamento elettromagnetico.

Europa 7, la pay-tv di Francesco Di Stefano, è stata una delle due prime tv al mondo a cominciare a trasmettere nel nuovo standard, ma deve scontare, oltre all’incredibile mancata assegnazione delle frequenze analogiche dopo la concessione ottenuta nel 1999, sia la mancanza di diritti “liberi” sul mercato, a meno di non allearsi con uno degli operatori dominanti, sia il fatto che per ricevere il DVB-T2 occorre un decoder differente da quelli in uso nelle abitazioni per l’attuale DVB- T, che poi permette di ricevere anche nel vecchio standard.

La battaglia del T2, in ogni caso, è appena cominciata.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Scritto da