Tv e Internet, i nuovi consumi dei telespettatori digitali

Più dei tre quarti (77%) degli intervistati nel mondo usa regolarmente il computer o il pc portatile mentre guarda la TV, il 26% in più rispetto al 2012. 

Le abitudini dei consumatori sono sempre più avanzate e sofisticate: la visione dei contenuti televisivi è associata all’utilizzo di tablet, smartphone e pc. Cresce la fruizione dei video attraverso provider locali (utilizzati dal 40% del campione) in controtendenza i consumatori italiani che per il 66% si rivolgono a provider internazionali.

 Milano, 23 maggio 2013 – Secondo un nuovo studio pubblicato da Accenture, i consumatori stanno diventando sempre più consapevoli e, di conseguenza, hanno sempre più il controllo delle loro esperienze di entertainment: seguono i contenuti televisivi in modo multitasking, associando alla tv l’utilizzo di schermi di altri device (77% del campione) e guardando sempre più spesso contenuti video tramite Internet (oltre il 90%).

Secondo la terza edizione dello studio condotto su scala mondiale “Video Over Internet Consumer Survey2013” è emerso che, mentre guardano la TV, gli spettatori utilizzano sempre più spesso diversi strumenti come portatili, telefoni, tablet e persino libri e giornali.

I consumatori non si limitano più a guardare la televisione” ha spiegato  Francesco Venturini, Broadcasting Lead del gruppo Media & Entertainment di Accenture. “La diffusione dell’approccio multitasking nella fruizione di contenuti televisivi lascia intendere che forse il palinsesto fisso, noto anche come TV lineare, sta perdendo il suo fascino per gli utenti sofisticati, e questo rappresenta allo stesso tempo una sfida e un’opportunità per emittenti e produttori”.

Cresce il numero dei telespettatori multitasking

Il sondaggio, condotto su oltre 3.500 persone in sei Paesi, ha rivelato che lo scorso anno l’approccio multitasking è cresciuto notevolmente. Più dei tre quarti (77%) degli intervistati usa regolarmente il computer o il portatile mentre guarda la TV, 26% in più rispetto al 2012.

Sebbene sia stata registrata una crescita nell’utilizzo di tutti i tipi di dispositivi i tablet hanno riscontrato un vero e proprio boom (passando dall’11% al 44%) nella visione integrata alla tv, nonostante il numero di consumatori che possiedono un tablet sia molto inferiore rispetto a quelli di PC, televisori e telefoni.

Anche se nella maggior parte dei casi non c’è un nesso tra il contenuto televisivo e ciò che viene fruito con altri dispositivi, lo studio indica che c’è uno stretto legame tra l’uso del tablet e i contenuti visualizzati sulla tv, rispetto a quanto accade con i portatili e gli smartphone.

Il crescente utilizzo del tablet da parte dei telespettatori di oggi costituisce sicuramente un’interessante opportunità per gli operatori del settore,” ha spiegato Venturini. “Questo è un esempio delle nuove possibilità che le applicazioni over-the-top e la convergenza di più media offrono a chi le saprà cogliere”.

Le abitudini sempre più sofisticate del consumatore

I consumatori hanno sviluppato nel corso del tempo abitudini sempre più sofisticate, come evidenziato dai risultati dello studio: maggior frequenza con cui si guardano film, programmi televisivi e video on demand tramite internet e su dispositivi diverso dalla televisione, e dalla correlazione tra il tipo di contenuto scelto e il dispositivo usato per visualizzarlo.

Secondo lo studio di quest’anno, inoltre, il numero degli intervistati che guarda almeno una volta alla settimana contenuti video su internet tramite PC/portatile è salito al 65% rispetto al 59% dello scorso anno; è cresciuto anche il numero di chi utilizza lo smartphone (dal 24% al 31%) e il tablet (dal 14% al 22%).

I consumatori hanno iniziato anche a scegliere il dispositivo su cui guardare un video in base al tipo di contenuto. Questo significa che un film integrale o una serie tv viene vista prevalentemente su PC o portatili (il 47% contro il 41%), mentre brevi videoclip vengono visualizzati soprattutto su smartphone (il 49% degli intervistati).

Così come evidenziato nell’Accenture Technology Vision 2013, è necessario quindi che le emittenti e i provider di contenuti creino delle “relazioni digitali” con i consumatori, in modo da migliorare l’interazione, comprendere meglio le loro preferenze e offrire un prodotto ancora più personalizzato.

La TV collegata direttamente a Internet resta il metodo preferito per accedere ai video online, anche se  in diminuzione rispetto a quanto riscontrato lo scorso anno (dal 36% del 2012 al 31%). Per contro, è salita dal 23% al 28% la percentuale dei consumatori che sono incerti o non hanno un metodo preferito per accedere alla TV online.

Per quanto riguarda i modi tramite cui accedere ai video online regna ancora una certa confusione e uno scollamento tra il sistema preferito e quello effettivamente usato: infatti, se quasi un terzo degli intervistati (30%) ha dichiarato che ogni giorno fruisce di contenuti online tramite set-top box, solo il 16% ha indicato questa modalità come la preferita.

“Ci aspettavamo che i consumatori fossero meglio informati sulle possibili opzioni, considerando l’ampia strategia di marketing del settore dell’elettronica per TV volta a spingere la TV collegata a internet” ha spiegato Venturini. “Resta ancora un grosso divario tra la disponibilità di servizi video, i programmi di content discovery e la capacità del consumatore di sfruttare queste possibilità”.

La risposta delle emittenti

Lo studio Accenture indica che i provider locali e nazionali stanno facendo progressi nella competizione contro i provider di contenuti globali, come Netflix e YouTube, per l’offerta di servizi video tramite Internet. Nel 2013 il numero dei consumatori che si rivolgono a provider di servizi online ed emittenti locali è salito al 40% rispetto al 37% del 2012, mentre i fornitori globali hanno fatto registrare un calo percentuale analogo.

E’ emerso inoltre che più della metà dei consumatori (il 53%) si fida comunque di più delle tradizionali emittenti televisive per l’offerta di video tramite Internet,  una crescita netta rispetto al 32% del 2012.

“Negli ultimi 12 mesi le emittenti hanno investito molto per conquistare la fiducia dei consumatori nell’universo online e fornire nuovi servizi attraverso dispositivi multipli. Per stare al passo con un mercato in rapida trasformazione, hanno accelerato i tempi dell’offerta dei contenuti online e hanno modificato sostanzialmente le loro strategie, e in alcuni casi hanno introdotto prodotti ibridi sofisticati. La fiducia dei consumatori verso le emittenti è un segnale del fatto che questi investimenti stanno incominciando a dare i loro frutti”, osserva Venturini.

Metodologia

Nei mesi di febbraio e marzo 2013 Accenture ha condotto un sondaggio online su 3.501 consumatori di sei Paesi: Brasile, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Il campione rappresenta l’intera popolazione nazionale di ciascun Paese, tranne nel caso del Brasile, dove rappresenta per lo più la popolazione urbana.

Accenture

Accenture è un’azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing che conta circa 261 mila professionisti in oltre 120 paesi del mondo. Combinando un’esperienza unica, competenze in tutti i settori di mercato e nelle funzioni di business e grazie ad un’ampia attività di ricerca sulle aziende di maggior successo al mondo, Accenture collabora con i suoi clienti, aziende e pubbliche amministrazioni, per aiutarli a raggiungere alte performance. A livello globale, i   ricavi netti per l’anno fiscale 2012 (settembre 2011– agosto 2012) ammontano a 27,9 miliardi di dollari.

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Accenture Digital Services Accenture Digital Services, una divisione di Accenture Business Service, è nata per offrire contenuti digitali di valore in un ambiente complesso. Offre ai consumatori digitali esperienze uniche, personalizzate e interattive su vasta scala. Si avvale di una serie di modelli di business per generare nuovi flussi di ricavi e trovare nuovi modi per monetizzare i contenuti. Distribuisce contenuti digitali in qualunque formato, attraverso qualsiasi piattaforma e per tutti i dispositivi, e ottimizza i modelli operativi, proponendo soluzioni di nuova generazione su base “pay-as-you-grow”: in pratica, il consumatore può scegliere soluzioni on demand che evolvono insieme alle sue esigenze e paga solo per quello che usa. Tutto questo aiuta i clienti a crescere in un ecosistema digitale in evoluzione. Ulteriori info sulla homepage www.accenture.com/digital-services.

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