Twitter sempre più termometro dell’audience tv

Twitter, il celebre social network dei 140 caratteri, è ormai divenuto un vero e proprio sistema di rilevazione degli ascolti televisivi: guardare un programma e mandare tweet per commentare è infatti la normalità per una fetta sempre più sostanziosa di telespettatori, seppure piccola rispetto ai numeri dell’audience televisiva.

Così negli Usa Nielsen, che ha da poco annunciato l’avvio del programma Nielsen digital program ratings, che registrerà gli ascolti dei video tv in Rete, ha cercato prima di capire se ci fosse correlazione fra un aumento dei messaggi su una trasmissione e un incremento dell’audience, e poi di misurare questo rapporto.

Ebbene, la società di ricerche ha scoperto che a un incremento del volume di Twitter dell’8,5% corrisponde un aumento dell’1% degli ascolti sui primi episodi nel pubblico 18-34enne, mentre, a stagione di programmazione della serie già inoltrata, basta un +4,2% di aumento dei tweet per ottenere ancora un +1% negli ascolti. Meno influenzabili dal tam tam sul social network i 35-49enni, nella cui fascia occorre un +14% di tweet per avere un +1% di share delle prime visioni, e un +8,4% per avere lo stesso incremento nelle puntate successive.

Ma a cosa può servire tutto ciò? Nielsen utilizzerà negli Usa questa misurazione per affinare le sue rilevazioni degli ascolti televisivi a partire dal prossimo autunno. Per questo ha stretto un accordo con Twitter che gli fornirà i dati. In Italia c’è una società, Reputation Manager, che offre settimanalmente un’analisi della presenza su Twitter (e su Facebook) scegliendo le trasmissioni di informazione o intrattenimento che generano più commenti online.

Nell’ultimo Audisocial, per esempio, The Voice (Rai 2) è stato il più twittato della settimana con il 48,4% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da Servizio Pubblico (La7) che ha registrato il 15,4% dei tweet e da Ballarò (Rai 3) con il 9,9%. In questo caso, però, sono i broadcaster ad avere più interesse in un’analisi social delle proprie trasmissioni ed è infatti soprattutto a questi soggetti che si rivolge il servizio.

Fonte: ItaliaOggi

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