Aeranti-Corallo: “Più rispetto per le tv locali”

Non dimenticate le tv locali. E’ l’appello lanciato da Aeranti-Corallo, l’associazione che raccoglie oltre mille imprese radiotelevisive locali. Ancora alle prese con il terremoto del passaggio al digitale terrestre e colpite duramente dalla crisi, le emittenti chiamano in causa la politica e la magistratura.

L’associazione chiede in primo luogo spazi sufficienti nell’etere. Entro il 2020 le frequenze tv passeranno dalle 54 dell’era analogica a 34 future. E a farne le spese potrebbero essere proprio le solite tv locali (come è già accaduto con l’esproprio dei canali per l’asta LTE per la telefonia mobile). Da qui la richiesta di garanzie per mantenere (come stabilisce la legge) un terzo delle frequenze alle emittenti locali, e la proposta di destinare alle stesse tv regionali i 3 lotti esclusi dall’asta delle frequenze (ex beauty contest) definita dall’Agcom. «Una parte delle frequenze siano rese disponibili per risolvere le criticità dsel settore locale» afferma Aeranti-Corallo.

Sul versante giudiziario, nell’ambito della famosa guerra del telecomando, l’associazione conferma che «moltissime imprese televisive locali hanno preannunciato che impugneranno il provvedimento» dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sul nuovo Piano di numerazione automatica dei canali davanti al Tar del Lazio,« per chiederne l’annullamento». L’ultima decisione dell’Agcom prevede infatti che nei primi 200 canali le locali abbiano appena 26 numeri contro i 78 precedenti.

A dirlo è Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, che ha organizzato nei giorni scorsi due incontri con le imprese televisive locali associate, rispettivamente a Roma e a Bologna. «Aeranti-Corallo – sottolinea Rossignoli in una nota – giudica molto negativamente il provvedimento dell’Agcom, fortemente penalizzante per le imprese televisive locali in quanto lo riduce drasticamente la quantità delle numerazioni posizionate nel primo e nel secondo arco e offre, quindi, una minore visibilità sulla televisione alle emittenti locali».

«Inoltre l’attribuzione delle numerazioni 10, 97, 98 e 99 subordinata alla partecipazione ad accordi di syndication per la trasmissione di programmi in contemporanea penalizza, in particolare, proprio le emittenti facenti parte delle syndication, che, a differenza delle altre tv locali, non otterranno una numerazione utilizzabile incondizionatamente. Tali emittenti – ha continuato Rossignoli – in caso di cessazione del rapporto di syndication, perderebbero il diritto alla numerazione». La questione verrà approfondita nell’ambito del RadioTv Forum 2013 di Aeranti-Corallo, in programma a Roma il 28 e 29 maggio.

Fonte: Ansa | Avvenire

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