L’alta definizione tv prepara il salto nel 4K

Quella vissuta negli ultimi anni dalla tv è una rivoluzione tecnologica e culturale. Dall’arrivo dell‘alta definizione sino al 3D, dai dispositivi mobili come smartphone e tablet sino alle sinergie con la Rete delle reti, che ha prodotto la tv convergente interattiva, on demand e in streaming, e la tv social, oggi siamo testimoni di una trasformazione mediale e digitale che ha creato una nuova esperienza multiforme e personalizzata di fruizione dei prodotti televisivi.

Fare il punto su questa trasformazione è l’obiettivo dell’HD Forum Conference, che si terrà il 9 e 10 maggio prossimi a Saint Vincent. Da Zero a 4K: dieci, cento, mille schermi, il tema attorno a cui si confronteranno alcuni dei maggiori operatori italiani della filiera, dai produttori di apparecchi televisivi alle emittenti. Cercando di anticipare il prossimo grande salto tecnologico: l’arrivo sul mercato consumer, già nei prossimi mesi, della tecnologia 4K, l’Ultra Alta Definizione.

«Vogliamo monitorare la situazione di mercato, i cambiamenti a livello sociale e nelle regolamentazioni», dice Benito Manlio Mari, direttore del Media Business per Sony Europa e presidente di HD Forum Italia. Associazione nata nel 2006 per incentivare lo sviluppo dell’alta definizione e che riunisce società di elettronica come Samsung, Panasonic, Sony, e le maggiori emittenti televisive nazionali: Rai, Mediaset, LA7 e Sky Italia. Oggi l’HD è diventato il nuovo standard, molte famiglie possiedono un televisore che lo supporta e perfino la tv del Vaticano l’ha scelto, per la prima volta, per trasmettere la cerimonia di insediamento di Papa Francesco.

Ma a livello di contenuti l’Italia rimane a metà strada. Gli operatori hanno preferito usare la banda per ampliare il numero di canali, almeno in attesa di trovare il modo giusto per far fruttare l’alta definizione. Ai suoi abbonati, Sky l’ha offerta senza costi aggiuntivi, oltre 50 canali nella piattaforma. Mentre nel “chiaro” la Rai è ferma a un solo canale, Rai HD, Mediaset a tre. Quanto a La7, trasmette in HD solo in Sardegna, a livello sperimentale.

Intanto sul mercato già si affaccia l’evoluzione della specie: il 4K, quattro volte superiore per qualità all’attuale Full HD. Ha cominciato a muovere i primi passi nell’industria cinematografica, come è emerso la scorsa settimana al Nab di Las Vegas, più importante fiera mondiale di hardware per il grande schermo. E tra fine 2013 e inizio 2014 dovrebbe debuttare anche sul mercato televisivo, specie dopo che saranno introdotte nuove tecniche di compressione dei dati, che consentiranno alle emittenti di risparmiare sulla banda utilizzata. All’HD Forum ne parlerà Leonardo Chiariglione, tra i creatori degli standard audio e video Mpeg e Mp3.

Mentre Phil Laven, presidente di Dvb Project, consorzio internazionale per il digitale che raggruppa oltre 200 emittenti, industrie elettroniche e operatori di rete, indagherà sul rapporto tra tv e nuove piattaforme. Un tema decisivo, da quando la trasmissione attraverso protocollo Ip, la Rete, ha fatto del televisore un apparecchio intelligente, e portato i programmi anche su tablet e smartphone. «Il cosiddetto “secondo screen” è sempre più importante – spiega Mari – le emittenti devono reggere il passo per non perdere il controllo sui propri contenuti». Fare sistema insomma, più che farsi concorrenza, per far valere i diritti sulle proprie produzioni ed evitare di essere penalizzati dallo sharing della Rete. E mettere a punto un modello in grado di tradurre in ritorno economico le tecnologie più avanzate, il 3D e l’alta definizione.

Fonte : Repubblica Affari&Finanza

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