Asta Frequenze, Almunia (Ue) : “esaminiamo le nuove condizioni di gara”

Bruxelles – «Il governo Monti ha cambiato il sistema di distribuzione delle frequenze tv e noi siamo esaminando le condizioni attraverso cui» vengono ora assegnate dalle autorità italiane. Lo ha detto il commissario Ue alla concorrenza, Joaquin Almunia, riferendosi ai criteri fissati nelle lettere trasmesse al governo italiano dal 2009, dai commissari competenti Kroes e Reding. «Questa lunga discussione» sulle aste «non è ancora finita, continuiamo a lavorare».

Almunia ha detto che spetta all’Italia decidere «come allocare questi canali se attraverso un’asta o altre opzioni». Ma «è essenziale che il testo definitivo rispetti le richieste contenute nella lettera dell’Ue». La missiva del 2009 firmata da Kroes e Reding impegnava il nostro paese a promuovere una politica più concorrenziale sul fronte delle frequenze tv, in particolare chiedeva di attribuire ai nuovi entranti frequenze «per non meno – diceva la lettera – di cinque multiplex DVB-T aventi copertura nazionale».

Il Commissario Ue commenta così in seguito al dibattito aperto sull’ultima notifica del presidente dell’Agcom, Angelo Cardani, in merito alla gara per l’assegnazione dei multiplex del digitale terrestre. Con il cambio di rotta dell’Authority italiano, che punta subito ad una gara con licenze ventennali alle Tv, poi ad un’altra riservata alle comapagnie telefoniche, Almunia ha detto che «stiamo ancora scambiando informazioni, questo governo ha cambiato il sistema per allocare questi canali», ricordando che «abbiamo discusso con il nuovo governo nell’ultimo anno, in particolare con il ministro Passera».

Al momento si sta valutando, infatti, la riduzione da 6 a 3 del numero dei mux da mettere all’asta. Viene, così, rinviata a un secondo momento quella per  i lotti U1, U2, U3, le frequenze più pregiate, che avevano un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata, per consentirne l’uso agli operatori tlc, così come stabilito anche in sede ITU, per i servizi di banda larga mobile.

Rai, Mediaset e TI Media non potranno più partecipare alla gara, perché sono stati ritirati quei lotti ai quali potevano accedere solo i broadcaster che detenevano tre o più mux digitali. L’asta per queste frequenze si farà, appunto, in un momento successivo e sarà probabilmente riservata ad uso della banda larga mobile. L’Autorità lavora adesso a una gara che considera solo i multiplex del sottoinsieme L (lotti L1, L2, L3), di qualità inferiore e non in grado di trasmettere in tutte le regioni, destinati alla sola tv per 20 anni. Asta riservata ai soli operatori nuovi entranti o piccoli (ossia che detengono un solo mux), come Sky Italia o Discovery Channel.

Fonti: AGI | key4biz.it | corrierecomunicazioni.it | Il Sole 24 Ore

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