TI Media: la vendita non si ferma, Cairo in pole per La7

Anche se dal consiglio di Telecom Italia, riunitosi ieri, è uscita l’attesa fumata nera, l’intricata vicenda della cessione di TI Media non finisce qui. Anzi, il board ha deciso di andare avanti con le procedure di dismissione dell’asset tv e ha rinviato la scelta tra Clessidra-Equinox e Cairo Communication, deliberando però di portare avanti i colloqui con i potenziali acquirenti per «finalizzare le trattative, con l’obiettivo di ricevere offerte definitive e vincolanti», come ha spiegato la società al termine del consiglio.

Il rinvio sarà breve. «Una decisione—ha detto Tarak Ben Ammar lasciando la riunione — sarà presa prima del 7 febbraio», giorno in cui è in programma il board per l’esame preliminare dei conti 2012. I vertici del gruppo telefonico avranno venti giorni per cercare di strappare condizioni migliori per gli asset di Telecom Italia Media, da cui è atteso un incasso di 400-450 milioni di euro.

Secondo Il Sole 24 Ore ora il piatto della bilancia tende dalla parte di Cairo, che vorrebbe acquistare la sola La7 accollando però su Telecom l’ingente pacchetto di debiti della televisione nazionale (si prevede un Ebdita negativo da 75 mln nel 2012). Si vocifera che Cairo potrebbe rilevare la tv con una sorta di dote di accompagnamento da parte dell’ex monopolista tlc per poter sostenere il processo di ristrutturazione. Oltre ai debiti la cessione potrebbe essere accompagnata da ulteriori forme di sostegno, come ad esempio una ricapitalizzazione e pubblicità garantita. Telecom Italia si potrebbe così liberare di un’attività fonte di perdite, e potrebbe mantenere TIMB, l’asset delle frequenze che porta importanti utili (+45 milioni di euro nel 2012).

L’offerta vincolante di Clessidra-Equinox per l’intero pacchetto TI Media rimane invece in piedi. 300-330 milioni con alcuni miglioramenti: sarebbero state abbassate le richieste di contratti pubblicitari garantiti da parte di Telecom, sull’organico da trasferire e sui rapporti finanziari con il controllante. L’operazione, cedendo tutta la partecipazione, frutterebbe 50 milioni di introiti cash per Telecom che potrebbe deconsolidare sia le perdite sia il debito. Alla fine della giornata infine una fonte vicina a Telecom a dichiarato che la prosecuzione delle trattative ha destato soddisfazione in Clessidra.

All’inizio di dicembre il board aveva ritenuto insoddisfacenti le proposte raccolte dagli advisor. La sostanza non è cambiata di molto, ma ci sono sensibili progressi. Le proposte esaminate ieri «riflettono il negativo trend economico-patrimoniale del gruppo Ti Media», ha fatto sapere la società. Sebbene sia stata confermata la volontà di terminare l’avventura nelle televisioni, nel confronto tra Franco Bernabè e il consiglio è prevalsa la volontà di prendere ancora tempo per cercare di non disfarsi di La7 e dei multiplex al ribasso.

È anche vero però che la macchina televisiva costa e dunque tra venti giorni gli azionisti di Telco vogliono avere un quadro chiaro sul futuro dell’emittente. All’orizzonte, secondi i calcoli degli analisti, ci sarebbe anche il rischio di dover ricapitalizzare la società qualora le perdite dovessero oltrepassare i 100 milioni di euro e Telecom non ha motivo per impegnare capitale su un asset già dichiarato non strategico, tanto più alla vigilia di una revisione del piano industriale che prevederebbe incisivi tagli dei costi. In questo contesto, secondo alcuni osservatori, sarebbe maturata la possibilità di considerare anche la liquidazione della società per portarla fuori dal perimetro di Telecom.

Sul tavolo del consiglio sono arrivate quindi due offerte molto diverse. Clessidra ed Equinox si sarebbero impegnate in modo vincolante a estendere l’acquisizione all’intera TI Media (ma senza rilanciare), mentre Cairo, abbbiamo visto, avrebbe confermato l’interesse esclusivo per La7 con pesanti condizioni. La cordata avrebbe tuttavia posto condizioni piuttosto stringenti che limiterebbero il perimetro della cessione lasciando in capo a Telecom alcuni dei problemi della società televisiva. Che va comunque venduta.

Una soluzione potrebbe essere disfarsi subito della tv, rinviando a un secondo momento la vendita dei multiplex, che potrebbero essere valorizzati meglio se non addirittura tornare utili alla stessa Telecom Italia. Bernabè ci starebbe ragionando. E quindi non è escluso che ragioni di opportunità facciano prevalere la proposta di Cairo, a cui era stato sollecitato un miglioramento della proposta. Davanti ci sono venti giorni per chiarire il quadro e tirare le somme.

Fonti: Il Corriere della Sera | Il Sole 24 Ore

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