Istat: Italia ultima in Europa per Internet, come la Lituania

In Italia il Web fa molta più fatica ad entrare nelle case rispetto a quanto accade in media in Europa. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Istat su ‘tecnologie e cittadini’. Infatti, nel 2011 considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso a Internet da casa, a fronte di una media europea pari al 73%, l’Italia si posiziona solo al ventiduesimo posto della graduatoria internazionale, con un valore pari al 62% ed equivalente a quello registrato per la Lituania. E va ancora peggio se si guarda all’accesso a Internet da casa mediante banda larga (52%), più indietro si trovano solo Grecia, Bulgaria e Romania.

Dal rapporto dell’Istat emerge poi che l’83,9% delle famiglie con almeno un minorenne in casa possiede un personal computer, il 79% ha accesso a internet e il 70,8% utilizza per questo una connessione a banda larga. All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano modesti livelli di dotazioni tecnologiche: appena il 13,9% possiede il personal computer e soltanto l’11,8% dispone di una connessione per navigare in Internet.

L’Istat riporta inoltre che il Web si afferma sempre più come canale di informazione, di confronto e partecipazione, avvicinandosi all’immagine della piazza virtuale. Basti pensare che nel 2012 la metà degli internauti naviga sul web per leggere o scaricare giornali, news, riviste (50,5%), il 27,2% per ascoltare la radio, il 25,7% per guardare programmi televisivi. Inoltre, rispetto al 2011 si registra un forte aumento, con un rialzo di nove punti percentuali, dell’uso della rete come strumento di informazione e comunicazione su temi sociali e politici (dal 22,8% del 2011 al 31,8% del 2012). Sale anche la navigazione finalizzata a partecipare a consultazioni o votazioni sempre su temi politici o sociali (dal 8,6% del 2011 al 10,7% del 2012). Mentre in deciso calo è l’uso dei servizi su web relativi a viaggi e soggiorni (dal 49,3% del 2011 al 40,5% del 2012).

Fonte: Ansa

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