Asta Frequenze: inevitabile lo slittamento. Belisario (Idv) : “Ha vinto ancora Berlusconi”

L’asta delle frequenze è destinata a svolgersi forse nella prossima legislatura. L’accelerazione della crisi politica, con le elezioni il 17 febbraio, rende impossibile far svolgere la gara per i sei multiplex nazionali, o quasi, prima del voto.

Lo scrive ieri Il Sole 24 Ore spiegando che è  in corso la consultazione pubblica sul Regolamento per l’asta dell’Agcom e il Consiglio dell’Autorità, con uno sforzo notevole, cercherà di approvare il 20 dicembre il documento definitivo da inviare alla Commissione Europea per l’approvazione formale. L’UE ha 1 mese di tempo per inviare il suo ok. Successivamente, a gennaio l’Agcom consegnerà il testo al Ministero dello Sviluppo Economico che dovrebbe predisporre il bando di gara e il relativo disciplinare. Ma inevitabilemente se ne occuperà il prossimo governo con relativo slittamento dei tempi.

«Anche sulle frequenze tv ha vinto, come al solito, Berlusconi. L’asta su cui il governo Monti ha fatto melina è rinviata a dopo le elezioni. – commenta il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice BelisarioNon ci sono i tempi tecnici per svolgerla prima della fine di questa sciagurata legislatura. E forse è anche questo uno dei motivi che hanno indotto il cavaliere a interromperla in anticipo. E’ chiaro che la responsabilità non è tutta dell’ex presidente del Consiglio – aggiunge -. La melina del governo e del ministro Passera ha fatto il resto».

«Se l’esecutivo si fosse attivato quando l’Italia dei Valori lo ha chiesto, cioè all’inizio del governo Monti, oggi le frequenze sarebbero state già assegnate e nelle case dello stato ci sarebbe circa un miliardo che avrebbe potuto, ad esempio, essere utilizzato per risolvere il gravissimo problema degli esodati. Senza contare che un mese fa la Commissione Europea per la concorrenza e i mercati ha spedito al governo un richiamo chiedendo la modifica delle regole dell’asta. L’Italia dei Valori riproporrà con forza al nuovo Parlamento e al nuovo governo, speriamo senza Monti e Passera, la richiesta di asta perchè le frequenze televisive non possono essere date gratis in concessione, come voleva il governo Berlusconi per favorire Mediaset. E perchè scandali del genere non accadano più insisterà dal primo giorno per una seria legge sul conflitto di interessi».

Fonti: Il Sole 24 Ore | MF-DJ | italiadeivalori.it

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