Crollo della Pubblicità, indaga l’Antitrust

Il mercato pubblicitario nel 2012 ha toccato il punto di massima crisi. L’Agcom, nel rapporto “l’Indagine conoscitiva sulla raccolta pubblicitaria”, rileva che nonostante la forte crisi economica, la tv rimane ancora il mezzo principale (il 51% del mercato totale contro il 9% dei quotidiani, il 16% dei periodici, il 5,4% della radio). Il gruppo Fininvest è il leader assoluto. La crisi ha colpito soprattutto la carta stampata a favore di Internet. Dal 2006 la Rete è la vera novità, con il 13% ha superato radio e giornali.

La quota pubblicitaria di Mediaset, attraverso Publitalia, è del 62,3% pari a 2 miliardi 347,90 milioni di euro; la Rai con Sipra si ferma al 23 con 890,69 milioni; Sky 6,5%, 160,41 milioni; fanalino di coda Telecom Italia Media (La7 e Mtv), 4,5 per un totale di 124,99 milioni; il rimanente 3,3% è distribuito tra gli altri operatori. L’Authority sottolinea che nel 2010 rispetto al 2009 il dato d’ascolto di Mediaset e Rai è passato dal 78,1% al 73,5. Oggi è di poco sotto il 70%. La perdita è in parte compensata dall’aumento di share dei canali digitali.

Qualcosa nel mercato non funziona. Il dato de La7, nonostante l’incre mento della prima serata, dimostrerebbe che la rete non affascina né gli inserzionisti né i tre possibili acquirenti che hanno chiesto di prorogare il termine (scaduto il 3 dicembre) di presentazione dell’offerte per il suo acquisto visto il contenzioso nato dal contratto capestro con la concessionaria di Cairo, citata in giudizio dalla società di Bernabè. Tasto dolente per Sipra. La vendita degli spazi pubblicitari è filtrata dai centri media, che svolgono servizi di intermediazione tra chi acquista e chi vende. L’Agcom rileva come questo rapporto è reso poco trasparente dalla pratica delle overcommission , cioè il ristorno delle quote d’investimento tra la concessionaria e il centro media.

Il gruppo WPP (nel passato denunciato all’Antitrust per posizione dominante) da solo controlla il 40% del mercato italiano. L’indagine conferma “che tale concentrazione (…) è soprattutto distorsiva della concorrenza”. Il grande protagonista del “successo” di WPP è Stefano Sala. Mediaset per far fronte alla crisi pubblicitaria del 2012 ha assunto Sala che dal primo gennaio affiancherà Giulio Andreani a capo della concessionaria pubblicitaria. Le concentrazioni, che agiscono sulla libera concorrenza e drogano il mercato, si evitano con le regole. Per questo le riforma della legge Gasparri e dei limiti Antitrust sono indispensabili.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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