Tarak Ben Ammar: “Non compro né La7 né Mediaset Premium”

Tarak Ben Ammar scopre le carte (ma non troppo) in merito alle strategie di investimento sul mercato tv italiano. «Non compro La7 né Mediaset Premium: sarei onorato di poterlo fare, ma non ho né i mezzi né la volontà». Il finanziere franco-tunisino, nel corso di una conferenza stampa a Milano, afferma di avere «anche molto rispetto per il ruolo di consigliere di amministrazione» di Telecom Italia e di Mediobanca.

Il finanziere, da anni in rapporti di affari con Mediaset, che affitta la banda da Prima Tv, l’emittente che a sua volta ha anche Silvio Berlusconi come socio, annuncia anche di aver acquistato la “più importante” rete televisiva di news tv egiziana ‘OnTv’ da Naguib Sawiris, l’ex patron di Wind in queste settimane al centro delle cronache per l’offerta da 3 miliardi di euro per una quota rilevante di Telecom Italia che sarà domani sul tavolo del gruppo di telefonia controllato dalle banche e dagli spagnoli di Telefonica via Telco.

«Ripeto ancora che La7 non la comprerei perché non hanno bisogno di me: mi risulta che ci siano offerte e sono contento – aggiunge Ben Ammar – che ci sia chi la vuole comprare. E’ giusto che qualcuno la compri, ma certamente – ha ribadito – non il sottoscritto perché quello sarebbe un conflitto d’interesse e io lo conosco molto bene. Io in Telecom Italia non sono espressione di Mediobanca ma sono un amministratore di Telecom Italia e prenderò decisioni nell’interesse di Telecom anche in conflitto con Mediobanca«. «Mi risulta ci siano due offerte per Telecom Italia Media – ha poi detto l’imprenditore franco-tunisino – ma non le conosco. Forse ne arriverà una terza nella notte, ma domani sapremo».

«Credo che quest’anno La7 perderà 120 milioni, non possiamo permetterci di tenerla – ha poi spiegato – Dovremo decidere domani con i numeri. Ma avevamo già votato tutti, se possibile, la vendita». E continua: «Nessuno sarebbe interessato al dossier di per sé, ma gli acquirenti potenziali del gruppo hanno qualcos’altro in mente, ad esempio le frequenze».

Parlando di argomenti televisivi, l’uomo d’affari, che ha convocato la stampa per annunciare di aver trovato un partner internazionale pronto a investire nei media in Italia, afferma di «rivendicare la mia amicizia con Berlusconi, ma non sono un ‘falso naso’ per gli interessi di Berlusconi».

Ben Ammar dice la sua anche sul beauty contest: «Farò un’offerta se ci sarà l’asta sul frequenze digitali. Faccio un appello al ministro Passera che aveva annullato la gara: per lo Stato sarà impossibile raggiungere gli 1,2 miliardi di euro di incasso che Mediobanca ha stimato, ma, visto che sono stati esclusi i grandi, i piccoli come me hanno delle possibilità. Il mio obiettivo è fondare una rete sul cinema con i tanti film non per forza nuovi che sono tenuti nel cassetto offrendo a tutti i produttori italiani di contribuire, diventerà come una cooperativa. Voglio offrire un accordo di revenue sharing sui film che ormai le tv non mandano più in onda. Li pagherò in funzione dell’audience, misurata dall’Auditel».

Fonti: Ansa | corrierecomunicazioni.it | ilfattoquotidiano.it

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