Asta Frequenze: il 20 dicembre l’Agcom vara il regolamento. Mediaset non ci sta

Il 17 dicembre si concluderà la consultazione pubblica sull’asta sulle frequenze televisive digitali (ex famigerato Beauty Contest), e nell’ultimo Consiglio Agcom dell’anno potrebbe essere approvato il regolamento, che dovrà poi essere inviato a Bruxelles. Lo annuncia il commissario Agcom, Antonio Martusciello, nel corso di un convegno. La data più probabile per la riunione del Consiglio Agcom è il 20 dicembre.

Giungono però dure critiche da parte di Mediaset, privata del “regalo” e dei favori dell’ex governo Berlusconi. Il consigliere di Mediaset, Gina Nieri, intervenendo a un convegno sulle tlc, ha dichiarato: «Il giudizio su questa asta delle frequenze e su questo regolamento è totalmente negativo, perchè non dà risposte nè sul fronte della valorizzazione economica di questo bene, perchè i miliardi che vengono ipotizzati non arriveranno, nè servirà per far progredire o aumentare la capacità di sviluppo di questo settore».

Nieri ricorda che «il beauty contest aveva registrato la partecipazione di solo 2 operatori nuovi e piccoli. Neanche gratis sono venuti a prendere le frequenze».  Secondo il consigliere di amministrazione del gruppo Mediaset, la questione delle frequenze «non c’entra niente con il pluralismo», mentre la procedura di infrazione con l’Ue (creata dalla distorsione del mercato tv a favore della posizione dominante del Biscione, che attualmente detiene il 62% della raccolta pubblicitaria complessiva e un’elevata concentrazione nel mercato delle torri di broadcasting ) potrebbe essere superata «molto meglio dimostrando all’Ue che l’Italia non è più nella situazione di concentrazione delle frequenze».

«Non ci sarà – ha proseguito Nieri – né la valorizzazione economica del bene, perché i miliardi non arriveranno e nello stesso tempo non servirà a far progredire o aumentare le capacità di sviluppo del settore». Nieri, che si è detta sconcertata, parlando di roba giurassica, ha anche detto che «la gara è un ibrido irrealizzabile con successo che deve rispondere non a due padroni, come Arlecchino, ma almeno a dieci».

Fonti: Ansa | MF-DJ

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