Rai, Gubitosi: nel budget 2013 tagli a sprechi e inefficienze

Salerno – Sarà pronto per metà dicembre il budget 2013 della Rai, e sarà improntato non a tagli lineari nè a tagli sullo sviluppo, ma «saranno attaccati invece i costi di struttura, gli sprechi e le inefficienze». Lo ha detto Luigi Gubitosi, direttore generale dell’azienda di viale Mazzini, intervenendo ai lavori del XIII congresso nazionale dell’Usigrai, in corso a Salerno e che ieri si è svolto nel campus di Fisciano dell’Università Salernitana una parte degli appuntamenti. Gubitosi è tornato sulle cifre emerse la scorsa settimana in Cda a proposito della situazione dei conti Rai dopo i primi nove mesi dell’anno: un rosso di 184,5 milioni di euro, e con la previsione di andare a fine anno oltre i 200 milioni.

«Una situazione difficile, considerando il contesto – ha aggiunto – e anche perchè dobbiamo recuperare energie e risorse per investire, per crescere». Secondo il dg, «solo una Rai sana puo’ permettersi di essere indipendente. Nel 2013 dobbiamo cercare di avvicinarci al pareggio, raggiungerlo. Sono certo che possiamo farcela…». Il direttore generale ha parlato anche della Sipra, la concessionaria di pubblicita’, sottolineando che «è in atto una profonda ristrutturazione sul suo modo di lavorare. Dal 2013 dovremo riguadagnare terreno, dimostrare il valore della Rai e contrastare la concorrenza», e molto dipenderà anche dalla qualità dei prodotti che l’azienda proporrà agli investitori. A proposito di concorrenza, Gubitosi ha sostenuto che questa non è fatta solo di grandi gruppi ma anche di tante piccole realtà, vere e proprie nicchie, che però tutte insieme fanno un peso non di poco conto.

Il dg ha toccato diversi temi relativi al lavoro da svolgere per rilanciare il servizio pubblico. Il Web, ad esempio, riconoscendo la giustezza della denuncia venuta ieri dal segretario uscente dell’Usigrai, Carlo Verna, che aveva parlato di forte ritardo Rai su questo terreno. «Il Web va, ha successo, e quindi dobbiamo esserne protagonisti, dobbiamo intercettare consenso, e rafforzare la nostra presenza su internet sarà uno degli obiettivi del 2013″.

Parlando poi del digitale terrestre, il dg ha detto che ha cambiato la realtà della televisione, e in questo caso la Rai ha saputo muoversi bene, realizzando un «nuovo modello produttivo interessante, con buona risposta negli ascolti». C’è poi il capitolo della presenza nei confini nazionali e oltre confine: «Dobbiamo sfruttare al massimo la nostra presenza territoriale che ci dà un vantaggio notevole sugli altri», riferendosi alle sedi regionali», e quanto alle sedi estere, «stiamo riaprendo quelle chiuse troppo frettolosamente, e in più si aggiungerà quella nuova di Rio de Janeiro, realtà sempre più interessante». E in effetti da qui a due anni Rio ospiterà i Mondiali di Calcio e poi nel 2016 anche le Olimpiadi estive, di qui un forte interesse dei broadcaster, e la Rai vuol farsi trovare pronta.

Altro impegno del dg è quello di rinegoziare con le parti sociali il contratto dei dipendenti Rai non giornalisti e non dirigenti, si è ancora alla fase di avvio del dialogo ma intanto è partito. Ribadito il no deciso al rinnovo dei contratti in scadenza dei vari collaboratori e pensionati, grande attenzione ha promesso Gubitosi sul capitolo degli addetti a tempo determinato. La digitalizzazione comincia a diventare fatto concreto, «finalmente sta arrivando. I colleghi del Tg2 sono pronti a scattare… Si farà un bel lavoro e poi si passerà alle altre testate e quindi attrezzature e studi. Dovremo fornire formazione in modo massiccio».

Gubitosi ha detto anche che c’è necessità di ringiovanire le strutture e garantire il ricambio, per giornalisti e tecnici. A proposito dei giornalisti Rai in attività, i due terzi sono di età superiore ai 50 anni, oltre il 60% è over 40. Il dg ha detto anche che «qualità e servizio pubblico devono essere i veri motivi di differenza dai competitori. Abbiamo un dovere in più, dobbiamo avere capacità di innovare, inventarci continuamente». Fiction, ricerca, cinema saranno terreni di lavoro, ma «la realtà deve tornare centrale». I centri di produzione tv «avranno ruoli fondamentali, sono le nostre fabbriche e come tali vanno gestite, pianificandole. Un’attenta pianificazione industriale può fare miracoli anche nei costi». Infine l’annuncio che la Scuola di giornalismo Rai di Perugia sarà intitolata a Ezio Trussoni, vice responsabile della sede Rai di Milano scomparso qualche settimana fa a causa di un male incurabile e rimasto fino all’ultimo giorno al posto di lavoro. Una storia che ha molto colpito Gubitosi, che aveva avuto modo di conoscerlo. «La scuola di giornalismo Rai di Perugia dev’essere un centro di eccellenza, ispirata ai principi di indipendenza e competenza, e intitolarla a Trussoni spero sia di esempio», ha concluso.

Fonte: AGI (dall’inviato Enzo Castellano)

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