Crisi tv locali: Canale 68 Veneto a rischio chiusura

Cornedo (Vicenza) – Canale 68 è a rischio chiusura. La storica televisione privata di Spagnago di Cornedo fra un mese si vedrà chiudere le frequenze dal Ministero delle Comunicazioni, in virtù di un decreto legge che impone l’esproprio di 9 frequenze televisive in Veneto che saranno consegnate alle compagnie telefoniche.

Per continuare l’attività della tv commerciale della famiglia Barbieri e della redazione del telegiornale “68 News” (i dipendenti sono una decina, fra giornalisti, tecnici e cameramen, diretti da Matteo Carollo) i lavoratori lanciano un appello. «Cerchiamo un imprenditore che possa aiutarci ad affittare una nuova frequenza che sia visibile nel territorio vicentino: per noi è necessario individuare chi possa affittare il ramo d’azienda o lo possa acquistare, consentendoci di continuare le trasmissioni a favore di tutti i cittadini del Veneto». La tv è particolarmente seguita in tutto l’Alto e l’Ovest Vicentino.

Come si è arrivati a questo punto? In primo luogo hanno pesato gli investimenti economici per passare dalla tv analogica a quella digitale; in secondo la crisi economica che ha comportato ad una diminuzione della raccolta pubblicitaria; in terzo il decreto legge che impone la “liberazionedelle frequenze per l’uso della banda larga mobile. Se i proprietari si oppongono, vengono inseriti in una graduatoria per ricevere un canale sostitutivo: ma da Spagnago avevano già compreso che, viste le dimensioni ridotte della loro struttura, in classifica si sarebbero ritrovati molto in basso, “meritando” una frequenza che è difficilmente visibile e quindi anche di scarso interesse.

La famiglia Barbieri non aveva altre chance ed ha ceduto la sua allo Stato, senza opporsi. Ora è alla ricerca di un nuovo canale da prendere in affitto da altre tv della zona attraverso il quale poter trasmettere. Ma servono soldi: «l’affitto costa in media 120 mila euro l’anno». Per questo cercano aiuti. «La speranza è quella di proseguire la nostra attività. In questi giorni, a Roma, stanno definendo i dettagli: verosimilmente prima della fine di novembre la nostra frequenza sarà oscurata. Dobbiamo fare presto».

Fonte: Il Giornale di Vicenza

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